Piastrelle esagonine: formati, colori, posa
Le piastrelle esagonali — spesso chiamate “esagonine” quando di piccolo formato — sono tornate protagoniste nell’interior design contemporaneo. La loro forza sta nella geometria: una forma antica, ispirata alla natura (pensiamo alle celle degli alveari), ma incredibilmente attuale. Possono essere minimal o decorative, neutre o audaci, classiche o industriali. Ma proprio perché hanno una forma non rettilinea, richiedono alcune attenzioni progettuali in più, soprattutto nei tagli e negli accostamenti con altri materiali.
Quante tipologie di esagonine esistono?
Le piastrelle esagonali non sono tutte uguali. Si differenziano per:
Dimensioni
- Micro esagonine (2–5 cm) → spesso usate come mosaico su rete, perfette per docce o pareti decorative.
- Esagonine medie (7–15 cm) → le più versatili, usate più a rivestimento che a pavimento
- Grandi esagoni (20–40 cm e oltre) → molto contemporanei, adatti a spazi ampi e moderni, generalmente per pavimento
Più il formato è piccolo, più l’effetto sarà grafico e decorativo.
Più è grande, più l’effetto sarà architettonico e pulito.
Colore unico o mix cromatico?
Anche qui le possibilità sono molte.
Colore unico
Un pavimento in esagonine monocromatiche (bianco, grigio, blu, verde) crea un effetto elegante e ordinato. È la scelta ideale quando si vuole valorizzare la forma senza sovraccaricare lo spazio.
Mix di colori
Si possono alternare 2 o 3 tonalità per creare:
- pattern geometrici
- sfumature degradé
- tappeti decorativi
L’importante è mantenere una coerenza cromatica (ad esempio solo tonalità fredde o solo tonalità calde).
Colori accesi o desaturati?
- Colori accesi (blu intenso, verde smeraldo, senape) → creano un punto focale forte. Ideali in cucine o bagni con arredi neutri.
- Colori desaturati (grigio polvere, tortora, verde salvia, azzurro pastello) → più eleganti e facili da abbinare nel tempo.
Le esagonine molto sature richiedono equilibrio con arredi sobri.
Quelle desaturate sono più flessibili nel lungo periodo.
La posa delle esagonine
Qui entriamo nella parte progettuale più delicata. La questione fondamentale, rispetto a formati quadrati o rettangolari, è che l forma esagonale genera inevitabilmente tagli perimetrali che vanno "gestiti". Se non pianificati, possono risultare antiestetici.
1. Centratura della posa
Prima di iniziare, è fondamentale studiare la centratura della geometria rispetto all’ambiente.
Meglio avere:
- tagli simmetrici sui lati opposti
- oppure una linea principale centrata su un elemento architettonico (isola cucina, lavabo, asse porta)
2. Tagli nascosti sotto arredi
Quando possibile, si fanno cadere i tagli:
- sotto i mobili cucina
- sotto battiscopa
- in zone meno visibili
3. Posa verticale a parete
Quando si posano esagonine in verticale (rivestimento), il rischio è maggiore perché il taglio si vede all’altezza dello sguardo.
Soluzioni:
- fermare il rivestimento con un profilo metallico pulito;
- progettare una fascia piena;
- creare una chiusura geometrica studiata (non casuale).
Il segreto è non “subire” il taglio ma progettare la fine della geometria.
Esagonine e parquet nello stesso open space: come fare l’incastro
Nel caso di questo articolo siamo in presenza di uno degli utilizzi più interessanti delle esagonine e cioè quando si presenta la transizione con altri materiali, in questo caso con il parquet.
Immaginiamo un open space:
- cucina con esagonine
- soggiorno con parquet
Esistono due approcci principali.
Transizione netta (linea diritta)
Si interrompe la posa esagonale con una linea pulita e si accosta il parquet con un profilo o una fuga tecnica.
Soluzione ordinata, minimal, più semplice da realizzare.
Transizione “a dissolvenza” (incastro irregolare)
Qui le esagonine entrano nel parquet con una linea frastagliata che segue la forma naturale dell’esagono.
È una soluzione molto scenografica e contemporanea, ma richiede:
- progettazione millimetrica;
- parquet massello o prefinito lavorabile;
- posa altamente qualificata.
Questa soluzione è perfetta quando si vuole separare visivamente cucina e soggiorno senza usare pareti.
Attenzione alle quote e agli spessori
Quando si accostano esagonine e parquet (o comunque materiali differenti) nello stesso ambiente è fondamentale verificare:
- spessore della piastrella
- spessore del parquet (o dell'altro materiale)
- eventuale materassino o colla
- livello del massetto
L’obiettivo è ottenere una superficie complanare senza gradini.
Lo stile: le esagonine sono moderne o classiche?
La risposta è che le esagonine possono essere interpretate in varie modi:
- In gres opaco grande formato → molto contemporanee.
- In cementina decorata → richiamo vintage.
- In bianco e nero → stile rétro.
- In colori pastello → atmosfera nordica.
- In blu o verde profondo → eleganza sofisticata.
Insomma la forma influisce ma è il contesto che rende l'esagonina moderna o tradizionale.
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