SEDE: Gambellara
Michele è nato nel 1970 ad Arzignano dove vive tuttora. Dopo il diploma di ragioneria all'ITC Marco Polo si laurea in Economia Aziendale a Ca' Foscari, Venezia, nel 1995. È sposato con Elisa e papà di due ragazze, Emma e Vittoria.
Lavora nella Fratelli Pellizzari spa dal 1996 ed è diventato Amministratore delegato nel 2002 e poi Presidente del CDA nel 2025.
Fa parte del consiglio di amministrazione del Consorzio MECSTORE (di cui Fratelli Pellizzari fa parte) ed inoltre fa parte del consiglio di amministrazione di Immobiliare Seicos srl e di The Game srl.
È presidente del mandamento di Arzignano di Confartigianato Vicenza e, sempre a titolo di volontariato, è Consigliere di Amministrazione del Centro Residenziale per Anziani IPAB "Scalabrin".
È iscritto al terzo anno del corso di laurea in ingegneria gestionale.
Intervista
"Quale è il tuo ruolo all'interno dell'azienda, di che cosa ti occupi?"
"La nostra è una azienda di famiglia, io sono il più vecchio dei 4 fratelli che oggi proseguono l'attività dei genitori. Ognuno di noi 4 ha un diverso ruolo all'interno dell'azienda: mia sorella Silvia è presente nel punto vendita di Costo nel reparto Edilizia/idraulica.
Chiara segue il marketing delle nostre aziende e quando può ci aiuta anche in show room. Mio fratello Gabriele si dedica al punto vendita Edilizia e Ferramenta di Gambellara, mentre mio mi occupo delle problematiche dell'azienda nel suo complesso.
I miei fratelli mi hanno dato fiducia e mi hanno nominato Presidente della Fratelli Pellizzari ed in cambio di questo onore devo occuparmi di cose come fisco, commercialista, sicurezza, banche, avvocati, personale e mille altre piccole e grandi problematiche.
"Insomma mi pare di capire che non tutto del tuo lavoro ti piace"
Si, vero, anche se penso che chiunque abbia alcuni aspetti del lavoro che piacciono ed altri che, invece, siamo costretti a fare. Per fortuna non ci sono problemi tutti i giorni, però diciamo che se sorgono problemi, imprevisti, se ci sono ritardi o contestazioni o clienti che non pagano oppure, peggio, se arriva qualche comunicazione dall'agenzia delle entrate, ecco tutte 'ste cose, prima o dopo, arrivano sulla mia scrivania.
Insomma io sono "l'ufficio questioni complesse ".
Ma, ripeto, per fortuna abbiamo bravi collaboratori e cerchiamo di migliorare ogni giorno in modo da anticipare ed evitare i problemi.
"Dicci un momento bello ed uno brutto nella storia dell'azienda "
Sicuramente il momento più brutto è stato quello della divisione tra mio padre e mio zio. Si volevano talmente bene che mi sembrava impossibile che potessero litigare. E purtroppo credo di essere stato uno dei motivi di questo litigio, o meglio, uno dei motivi.
Stavo facendo l'ultimo anno di università in quel momento e stavo preparando la tesi, non sapevo che fosse sorto un litigio nato proprio per il fatto che mio padre avesse espresso a mio zio il desiderio che io potessi entrare in azienda al termine degli studi.
Non era scontato perchè io stavo già facendo un paio di lavori, che avevo iniziato durante gli studi universitari, per guadagnarmi qualcosina per pagare l'affitto della camera a Venezia. Insomma potevo benissimo fare dell'altro ma per mio padre era un orgoglio che il figlio potesse entrare nella sua azienda e questo ha creato problemi con mio zio che, forse con lungimiranza, suggeriva di dividere l'azienda prima che nascessero conflitti tra cugini.
Nel giro di pochi mesi, per fortuna senza avvocati (ma con molta molta tristezza) i due fratelli si erano divisi.
"Triste, ma succede in molte aziende. Però non ci hai detto il momento bello!"
"I primi anni dopo la divisione furono una faticaccia immane ma ho molti ricordi positivi, soprattutto del gruppo di collaboratori iniziali (molti sono ancora con me). C'era tantissimo da fare ma ci siamo divertiti un sacco, avevamo mille idee, mille progetti e l'energia e l'entusiasmo della gioventù. I colleghi erano amici, si usciva assieme e si lavorava anche nei fine settimana, eravamo giovani e non ci faceva davvero paura nulla.
Uno dei primi momenti più belli è stato l'inaugurazione dello show room di Gambellara. Uno show room enorme che richiese, nel 1997, un lavoro immenso ed il giorno dell'inaugurazione, il 29 Settembre del 1997, è stato vissuto come una sorta di sollievo, per cui abbiamo fatto festa come dei matti ballando e cantando fino a notte fonda.
Uno degli ultimi, invece, un'altra giornata bellissima, è stata l'inaugurazione dello show room di Sommacampagna, il 14 Marzo del 2026. Anche se i 30 anni passati si sentono e ora sono i giovani del gruppo che fanno festa."
"Io però volevo sapere quali sono stati i tuoi personali momenti belli, non quelli dell'azienda"
"Ah ops, scusa. Al primo posto direi la nascita delle mie figlie, entrambe le volte ho mai provato un senso di terrore puro vedendo mia moglie soffrire un sacco (lei è magrolina e minuta) e poi questo terrore si è trasformato in gioia assoluta. Ma del tipo che ti chiedi: "sto veramente vivendo questa cosa? sta davvero succedendo?"
Poi il giorno del mio matrimonio, ero molto emozionato e mia moglie era bellissima, anzi, scusa, preciso che è ancora bellissima, altrimenti stasera non si mangia! A parte gli scherzi eravamo entrambi molto emozionati e molto innamorati. Siamo entrambi riservati per cui non è stato facile "mettere in piazza" i nostri sentimenti ed infatti abbiamo fatto una cerimonia molto semplice ed intima, con pochissimi invitati.
Poi metto tra i giorni belli anche il giorno della mia laurea, nonostante qui sia successa una cosa strana. In poche parole al momento della proclamazione ero da solo: teoricamente dovevo laurearmi nel pomeriggio ma a causa di un incidente stradale quasi nessuno degli studenti del mattino è riuscito ad arrivare (compresi i miei amici, genitori e parenti). Viste le assenze hanno anticipato la discussione della tesi e la proclamazione al mattino e quindi nessuno ha assistito alla cosa, me la sono goduta da solo (ride)"
"A proposito di studi ci parli della tua infanzia? facciamo un passo indietro? "
"Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia numerosa, come ho detto siamo in 4 fratelli e, seppure di età differenti, tutti noi ricordiamo tutti una bellissima infanzia, grazie anche a due genitori a dir poco iperattivi.
Abitavamo a Costo di Arzignano, di fronte allo storico magazzino edile Pellizzari che ancora oggi fa parte dell'azienda.
Ma per noi bambini, quel magazzino pieno di materiali edili era un enorme, strano e fantastico parco giochi, pieno di macchinari incredibili, di oggetti misteriosi da scoprire e di tubi in plastica da assemblare per fare porte da calcio o case immaginarie.
Hai presente essere piccolini ed avere un papà che ti porta su una ruspa o su un camion? Per noi era un supereroe!
Poi abitavamo in una contrada piena di bambini e appena tornati da scuola si usciva con un pallone e si passavano ore ed ore a giocare nel cortile dell'azienda. Dalla primavera, il sabato pomeriggio, le montagne di sabbia e ghiaia diventavano i nostri villaggi vacanze. Insomma bei tempi".
"E a scuola?"
Ho frequentato sia la scuola d'infanzia che le scuole elementari a Tezze di Arzignano. Tezze è un piccolo paese dove gli abitanti sono molto uniti. Sono molto legato a questo paese: i compagni delle elementari sono fantastici, siamo rimasti in contatto, abbiamo una chat grazie alla quale ci troviamo a far festa. A scuola ero un bravo ragazzo, un po' introverso, grande lettore di libri e con ottimi voti.
Ho bellissimi ricordi anche del coro della chiesa di Tezze e delle rappresentazioni natalizie dove io ero San Giuseppe il falegname, nonostante fossi biondo."
"Insomma, eri un secchione!"
"Mi piaceva un sacco leggere e anche studiare, però secchione no, dai. Andavo d'accordo con i compagni, si chiacchierava e si rideva un sacco. Ho anche preso qualche castigo perchè facevamo troppo casino. Insomma non ero il classico secchione antipatico, ero curioso e anche competitivo, non volevo prendere voti bassi. Ecco diciamo che ero competitivo, più che secchione. Per esempio sono arrivato secondo in una gara di tabelline in quinta elementare e mi rode ancora questo secondo posto :) "
E dopo il mondo beato dell'infanzia?
"Diciamo che alle scuole medie, all'Istituto Motterle di Arzignano, ho dovuto imparare in fretta diverse cose in cui i miei nuovi compagni erano molto più scafati di noi che venivamo dai piccoli paesi di periferia. C'erano ragazzi della mia età che fumavano in cortile e discutevano di sesso come dei cinquantenni, altri che organizzavano risse e pestaggi. Insomma è stato un brusco risveglio. Però ci sono anche gli aspetti positivi: mi sono innamorato per la prima volta di una ragazza."
Wow quindi avevi una fidanzatina?
"No, purtroppo, non mi sono mai confidato con lei e poi mi sono iscritto a Ragioneria e ci siamo persi di vista. Ho passato 5 anni all'istituto tecnico commerciale Marco Polo, allora si chiamava così, ad Arzignano.
Ci andavo in motorino e mi ricordo ancora il freddo alle mani e il viso ghiacciato durante l'inverno. Non c'era il casco e si andava in moto anche se nevicava. Nella famosa nevicata del 1985 ci hanno spediti a casa alla terza ora ma c'erano già diversi centimetri di neve e col motorino si sbandava terribilmente. Ma era normale, tutti avevamo sperimentato almeno una caduta dal motorino. E, oggi sembra incredibile, nessuno portava il casco allora"
Ma possiamo chiamarti Ragioniere o ti offendi?
No, non mi offendo, anzi, è stato un traguardo. Paolo Villaggio ha rovinato per sempre la reputazione di noi "poveri" ragioneri, accidenti.
Ma gli anni delle superiori sono stati difficili, lunghi e per alcuni aspetti anche pesanti ma siamo sopravvissuti grazie alle amicizie. I legami più forti che ho tutt'ora sono nate in quel periodo.
Tra l'altro è proprio grazie al fatto che ho potuto lavorare come ragioniere se sono riuscito ad andare all'università e a pagarmi retta e affitto della camera. Certo, avrei faticato meno a superare gli esami universitari se avessi avuto la preparazione del liceo. Per questo ho spinto le mie due figlie a fare il liceo.
La scelta di fare un istituto tecnico fu dei miei genitori che spinsero per un diploma utilizzabile da subito nel mondo del lavoro. Anche perchè nessuno in famiglia pensava che mi sarei iscritto, poi, all'università. Nemmeno io."
"E come mai invece hai scelto andare a studiare Economia a Venezia?"
"La decisione di iscrivermi la devo ad un bravissimo professore di Economia e Diritto delle superiori che mi ha convinto a proseguire ed ha insistito sia con me che con i miei genitori. I miei genitori inizialmente non ne capivano l'utilità.
Mio padre mi ha ripetuto più volte: "ma a cosa ti serve studiare ancora?" e insisteva "il lavoro ce l'hai già qui in azienda, che ti aspetta, a che ti serve studiare ancora?".
Sono andato prima a visitare la sede di Verona, dove mi hanno liquidato velocemente con un depliant deprimente, e poi sono andato in treno, da solo, a Venezia. E lì mi sono innamorato. Era tutto meraviglioso: la città; la meravigliosa sede di Ca' Foscari, a Venezia dove mi sentivo piccolissimo; il libretto che spiegava le materie di studio, gli studenti e le studentesse nel cortile dell'Università, gentili a darmi indicazioni e suggerimenti.
Insomma è stato amore a prima vista e ho deciso di iscrivermi e diventare, anche io, un "cafoscarino".
"I tuoi quindi volevano che andassi a lavorare?"
"Mio padre è un uomo all'antica, è nato quando la seconda guerra mondiale era ancora in corso. Ha un carattere che si è forgiato in quegli anni difficili e difficilmente scende a patti. E' un uomo di poche parole e di principi ferrei che noi abbiamo interiorizzato soprattutto grazie al suo esempio.
Uno di questi è l'importanza del lavoro per qualsiasi persona. Il lavoro ti plasma, ti educa, ti permette di crescere e una persona che non lavora è sicuramente uno sbandato. Se sei un lavoratore meriti rispetto, altrimenti no.
Questo per lui è il primo comandamento e non passava giorno senza che ce lo facesse capire.
Ed il secondo è che quando si fa qualsiasi lavoro, anche semplicemente spazzare un pavimento, lo si deve fare al meglio perchè solo chi si impegna a fondo nel proprio lavoro poi va a riposarsi soddisfatto e felice.
Insomma non è stato facile convincerli. Ma mi dissero che per andare all'Università dovevo prima trovarmi un lavoro e rendermi utile. "
"E quindi sei riuscito a lavorare e contemporaneamente a studiare"
Si, si. Stavo per tre notti alla settimana in un collegio di Salesiani a Venezia ed il resto della settimana tornavo a casa e mi dedicavo a tenere la contabilità per una impresa di costruzioni. E dovevo trovare il tempo anche per studiare.
Ricordo che prendevo 350.000 lire al mese per questo lavoretto. Spendevo circa 250.000 per la camera. Il resto dovevo farlo bastare per le altre spese. Per fortuna la retta universitaria, in quegli anni, era molto più bassa di adesso. Non rimaneva molto ma qualcosa riuscivo anche a risparmiare e, soprattutto, avevo la soddisfazione di non pesare sulla famiglia. Mi sono laureato nel 1995 in Economia Aziendale, e come ho detto è stato uno dei giorni più belli della mia vita."
"Qual è stato l'argomento della tesi"
"Ho analizzato le differenze tra il distretto ceramico di Sassuolo e quello di Castellon de la plana, in Spagna. Ho analizzato metodi produttivi, tipologie di prodotti, differenze nei costi, velocità nell'adottare innovazioni, design. Questa tesi mi ha permesso di visitare molte aziende e di comprendere a fondo come funziona l'industria della produzione di piastrelle di ceramica, non solo in Italia.
Non immaginavo che queste conoscenze mi sarebbero state utili anche nel mio futuro lavoro."
"Ma qui si dice che hai intenzione di prendere una seconda laurea, è vero?"
"Non so se ce la farò ad arrivare in fondo, boh, speriamo. Tutto è iniziato nel periodo iniziale del covid: avendo tempo libero, sono stato colto da un raptus di follia, come dice, rimproverandomi, mia moglie.
Mi piace da sempre la matematica e stavo facendo esercizi assieme a mia figlia più grande, in quel momento in quarta liceo. Lei aveva già deciso di fare ingegneria e si stava preparando per il TOLC, l'esame di ammissione.
Insomma non ci ho pensato molto e mi sono iscritto ad Ingegneria Gestionale e durante il periodo di lock-down ho iniziato a studiare per Analisi I. Le mie stesse figlie ridevano di me ma dopo qualche annetto ora sono a due soli esami dalla conclusione del corso di laurea triennale. Non sempre riesco a dedicare tempo allo studio, ma non ho fretta".
"Torniamo a Venezia: sappiamo che hai una vera e propria passione per questa città"
"Ho trascorso anni bellissimi a Venezia e questa città a poco a poco ti entra nel cuore, con la sua storia, i meravigliosi edifici, i capolavori dell'arte. Impossibile non innamorarsi perdutamente. Mi sono appassionato alla storia ed ho iniziato a voler capire di più sull'architettura. A questa passione mi dedico nel tempo libero curando un Blog dedicato a Venezia.
Chi mi conosce bene sa che non deve toccare questo argomento perchè finisco per parlarne per ore e diventare noioso..."
"Come sei riuscito a conciliare lo studio universitario con il lavoro?"
"Come dicevo durante gli anni di studio all'università a Venezia lavoravo per una impresa immobiliare dove inizialmente tenevo semplicemente la contabilità: la cosa richiedeva un giorno o due di lavoro alla settimana, tranne in alcuni periodi particolari in cui l'impegno era superiore.
Riuscivo a conciliare le due cose abbastanza bene, anzi, ti dirò a mio avviso ero anche avvantaggiato rispetto ad altri studenti perchè alcune cose di cui studiavo la teoria mi trovavo poi a vederle nella realtà. Con il tempo e l'esperienza ho iniziato ad occuparmi anche di aspetti legali, finanziari e, una volta conclusa l'università, anche di gestione del cantiere. Il mondo delle costruzioni è affascinante e veder crescere un edificio dalle fondamenta al tetto ti regala una soddisfazione incredibile. Pensavo sarebbe stato questo il mio lavoro. Mi piaceva! "
"Ci dicono che hai fatto anche il giornalista, è vero?"
"Si, ho avuto la fortuna - grazie ad un amico che mi ha coinvolto - di fare il giornalista per una rivista dedicata all'edilizia ed ai cantieri, che purtroppo ho dovuto successivamente abbandonare.
Come dicevo, grazie ad un amico, ho conosciuto un giornalista professionista che scriveva per una rivista tecnica appartenente al gruppo editoriale Tecniche Nuove. Gli ho parlato del lavoro che facevo, di costruzioni e di edilizia e lui mi ha proposto di provare a scrivere un paio di articoli tecnici che ha poi sottoposto alla redazione.
Da questi primi due articoli iniziali, approvati e pubblicati, ne sono seguiti altri. In totale ho scritto 25 articoli, alcuni prima della laurea e molti dopo essermi laureato. Sono stati tutti pubblicati sulla rivista. Erano articoli tecnici, alcuni dei quali centrati sul mondo dei pavimenti: normative, tecniche di posa, problematiche... (anche questo mi sarebbe stato utile poi nel futuro lavoro).
Mi piaceva un sacco quel lavoro ed era fantastico frequentare la sede a Milano della rivista, ma ad un certo punto ho dovuto smettere. Provo ancora dispiacere a pensarci."
"Perchè hai smesso?"
"Nel 1996, un anno dopo la mia laurea, ho dovuto abbandonare questo lavoro perchè è successo quell'evento di cui ti ho parlato e che ha sconvolto i programmi di tutta la famiglia: la divisione societaria tra il papà e lo zio.
Questo evento è stato un trauma per tutti e ha segnato la fine di un epoca e l'inizio di un'altra per la nostra famiglia. Quella data è diventata uno spartiacque tra una vita serena e tranquilla ed il periodo difficile che ne è seguito.
Tuttora, a distanza di oltre 25 anni, la reputo una decisione assurda e totalmente sbagliata sia dal punto di vista umano che aziendale. Si sarebbero potute e dovute cercare soluzioni differenti, si potevano risolvere malintesi e gestire le differenti visioni rimanendo comunque uniti ma non è stato purtroppo possibile.
E credo che sia tuttora una sconfitta per entrambe le famiglie. Però non mi ricordo perchè siamo di nuovo tornati a parlare di questo".
"Dicevi che in seguito a questo evento hai lasciato il lavoro di giornalista".
"Ah si, certo. Quanto accaduto mi ha costretto a farlo: ho dovuto mollare sia il lavoro di giornalista che quello di contabile nell'impresa immobiliare per affiancare mio papà in quella che è stata una sorta di ricostruzione dell'azienda, nel tentativo di sopravvivere alla divisione.
Ci siamo trovati improvvisamente, da un giorno all'altro, senza un ufficio amministrativo e senza un ufficio commerciale in quanto la parte di azienda toccata a mio padre era una specie di filiale che era stata "scollegata" dalla sede principale.
Senza contare che dovevamo partire con sulle spalle un debito fiscale mostruoso: abbiamo dovuto ipotecare tutto e ci abbiamo messo anni e anni per pagarlo.
Mi sono trovato a dover assumere, formare e organizzare il personale amministrativo, prima, e quello commerciale poi.
Pensa che abbiamo proprio dovuto costruirlo fisicamente l'ufficio, dal momento che non c'era. Quindi siamo partiti dai muri e poi abbiamo assunto il personale. Nella sede secondaria di Costo di Arzignano, infatti, c'era solo un capannone, con un minuscolo ufficio in lamiera dove si teneva nota delle consegne da fare.
Insomma siamo ripartiti da zero e pieni di debiti.
"In quel momento esisteva già anche il punto vendita di Gambellara?"
"C'era un immobile industriale in corso di costruzione e l'accordo trovato per la divisione prevedeva che questo immobile grezzo toccasse a mio padre. Era un capannone con solamente i pilastri, le pareti ed il tetto in una zona industriale nuova, in mezzo al nulla, vicino al casello di Montebello Vicentino.
(ndr ora sono sorti molti altri capannoni tutto attorno).
Mio padre e mio zio avevano deciso di costruire questo immobile sfruttando la legge Tremonti che agevolava gli investimenti con un bonus importante. I lavori si sono fermati perchè, appunto, c'erano visioni differenti sul futuro dell'azienda.
Ma la legge imponeva che l'immobile doveva essere ultimato e che non potesse essere venduto, pena la restituzione dei bonus fiscali. Non avevamo molta scelta per cui una volta definito che sarebbe toccato a mio padre, spinti da questo obbligo, lo abbiamo ultimato e messo in funzione."
"Ed è l'immobile nel quale ci troviamo giusto?"
"Si, anche se ci sono state modifiche ed ampliamenti negli anni. Dopo aver ultimato show room e magazzino piastrelle abbiamo ampliato il magazzino dedicando una parte alla vendita di materiale termoidraulico. Quindi abbiamo un capannone confinante che abbiamo collegato e destinato a laboratorio di lavorazione del grès e poi un secondo capannone che abbiamo destinato a ferramenta e vendita di materiali edili.
Il primo nucleo, comunque, è stato ultimato ed inaugurato nel 1997, dopo un anno dalla divisione.
Te l'avevo detto che noi misuriamo tutto in base a quella data, che fa da spartiacque tra il prima ed il dopo."
"Insomma gli anni 1996 e 1997 sono stati anni difficili"
"Si, molto difficili, non solo lavorativamente ma anche emotivamente. Un altro dei giorni più brutti della mia vita è stato quando ho visto mio padre piangere, una sera, dopo l'ennesimo litigio con suo fratello. Prima erano molto uniti, c'era un rapporto importante tra loro due, erano davverto fratelli.
C'era fiducia, rispetto, stima, insomma si volevano bene e praticamente vivevano in simbiosi. Quando il rapporto si è rotto mio padre ha sofferto tantissimo e ancora soffre.
Il lavoro, però, è un ottima droga. Ci siamo buttati a capofitto sul lavoro anche per evitare cattivi pensieri.
Sono stato fortunato perchè eravamo una bellissima squadra, dei collaboratori giovanissimi ma davvero in gamba, dei super-eroi grazie ai quali un po' alla volta abbiamo costruito tutto quello che vedi. Ci eravamo anche dati un soprannome: "il nucleo duro" (ride)"
"Tu, Michele, nel frattempo eri fidanzato?"
"Si, avevo conosciuto Elisa qualche anno prima, all'università, anche lei frequentava Economia a Venezia ed era di Arzignano. Venezia è stata uno sfondo perfetto e prezioso per trasformare due ragazzi in un due innamorati.
Stavamo bene assieme.
Dal 1996 in poi è stato difficile anche per lei: prima eravamo abituati ad avere il week end libero, abbiamo fatto viaggi in giro per il mondo e potevo dedicarle più tempo.
Poi con gli impegni nell'azienda di famiglia le cose sono cambiate radicalmente, soprattutto a causa degli orari del negozio che comprendevano l'intera giornata del sabato. Lavoravo dal lunedi mattina al sabato sera.
Lei mi preferiva giornalista squattrinato e libero, ma ha capito ed un po' alla volta si è rassegnata ad una vita diversa, d'altronde non avevo alternative..."
"Come andavano, in quei primi anni, gli affari?"
"La nuova Fratelli Pellizzari, ripartita dopo la divisione del 1996, fatturava poco meno di un milione di euro, risultato che non ci permetteva di coprire neppure i costi, senza contare gli oneri fiscali della divisione che, seppure ripartiti negli anni - grazie ad un mutuo ipotecario - pesavano come un macigno sui nostri bilanci.
A rendere più complicate le cose si aggiungevano i debiti per ultimare l'immobile di Gambellara. Non dormivo molto la notte ed ero arrivato a pesare meno di 65 kg. Sono stati anni duri, non si vedeva la fine del tunnel, ma bisognava sorridere ai clienti e continuare a lavorare. Eravamo aperti sempre, dal lunedi mattina al sabato sera, si lavorava ad orario continuato e si pranzava con un pacchetto di cracker in ufficio".
"Quando avete iniziato a vedere la fine del tunnel?"
"Gli anni dal 2001 al 2008 hanno rappresentato la svolta. Il lavoro andava bene ed i debiti finalmente iniziavano a calare. Molti giorni felici si susseguono in quegli anni: il primo è il giorno in cui ho sposato Elisa, a Tezze di Arzignano, nel 2001.
Poi quando, durante una nevicata, nasce Emma nel 2004 e quindi la mia piccola Vittoria nel 2008.
Quando prendi in braccio una cosetta minuscola che ti stringe le dita capisci finalmente quali sono le cose importanti.
Ma anche sul lavoro le cose vanno bene: nel 2008 in famiglia si festeggia l'estinzione del leasing sull'immobile di Gambellara e si decide di ampliare la sede di Gambellara acquistando un nuovo immobile (che darà origine ad un nuovo leasing) destinato a diventare ferramenta e deposito di materiali edili.
Decisione di cui ci pentiremo amaramente qualche anno dopo, ma di cui oggi siamo contenti."
"Perchè ve ne siete pentiti?"
"Ci siamo pentiti quasi subito perchè dopo pochi mesi è arrivata la crisi Lehman. Eppure in quel momento non c'erano nubi all'orizzonte: l'edilizia cresceva a ritmi importanti e le banche italiane continuavano a finanziare allegramente anche fino al 110% del valore dell'immobile. Forse ti ricordi che lo scrivevano addirittura nero su bianco in grandi manifesti: tu ci metti solo la porta blindata ed il resto della casa te lo finanziamo noi.
Dagli Stati Uniti iniziarono ad arrivare notizie di crisi e fallimenti di banche. Quando a fallire fu la Lehman Brothers, qualcuno iniziò a dire che ci sarebbero state ripercussioni anche in Europa. Sembrava impossibile ed invece..."
"L'edilizia in quel periodo era un disastro. Voi come avete fatto a sopravvivere?"
"La crisi dei mutui subprime è arrivata come un uragano su un mercato edile che era fin troppo florido ed in piena bolla speculativa. Anche la Fratelli Pellizzari si è ritrovata con diversi clienti, soprattutto imprese edili ed artigiani, improvvisamente insolventi. Spesso si tratta di aziende capitalizzate, con cantieri importanti, ma che non riuscirono a vendere più nulla. E non riuscivano a procurarsi la liquiditè che serviva loro per sopravvivere. Iniziarono i fallimenti che travolsero prima le grandi imprese edili e poi, di conseguenza, anche piccoli artigiani in una frana che sembrava non finire mai.
Per fortuna, nel corso degli anni, la Fratelli Pellizzari si è rivolta non solo ad imprese e ad artigiani ma anche a privati, a famiglie. Per fortuna avevamo iniziato a dedicarci anche a piccoli interventi, più che ai grandi cantieri.
Con la crisi dei mutui questa scelta si è rivelata vincente, anzi si è rivelata vitale, perchè ci ha permesso di passare attraverso la crisi con qualche costola rotta ma senza danni irreparabili.
"Ma prima o poi tutte le crisi finiscono..."
"Si. Anche se questa è durata tantissimo. Ma un po' alla volta si torna alla normalità e poi si inizia a correre. Nel 2019 e all'inizio del 2020 non riuscivamo a star dietro agli ordini, avevamo molte più richieste di quelle che riuscivamo a soddisfare. Tutto sembrava andare per il meglio e nessuno poteva prevedere quello che sarebbe accaduto nel mese di marzo del 2020."
"Ti riferisci al Covid"
"Si, esatto.
A marzo del 2020, quando le aziende sono state obbligate a chiudere non riuscivamo a crederci perchè avevamo lavori da ultimare, altri urgenti da iniziare. Ma una volta capita la gravità di quanto stava accadendo i problemi lavorativi sono passati in secondo piano.
Quando abbiamo potuto riaprire - la Fratelli Pellizzari ha potuto riprendere a lavorare per alcuni settori in cui l'apertura era considerata strategica - abbiamo imparato a lavorare da remoto.
I clienti continuavano a contattarci ed abbiamo continuato ad accumulare richieste che avremmo soddisfatto non appena sarebbe stato possibile".
"Ma anche la crisi da Covid ad un certo punto finisce..."
"Si, e la fine del Covid la ricordo come un periodo quasi isterico: sembrava che tutti fossero impazziti. L'economia cresceva a doppia cifra e come se non bastasse vengono introdotti bonus edilizi come il bonus 110% e la possibilità di scontare direttamente in fattura l'agevolazione.
Non si trovavano i materiali, scarseggiava tutto, caldaie, condizionatori, isolanti, addirittura la colla per le piastrelle. Abbiamo fatto arrabbiare più di un cliente: lavorare era davvero impossibile".
"E oggi come va?"
"La situazione post-covid è ormai un ricordo. Le cose si sono stabilizzate e, come era prevedibile, si è passati dall'euforia alla calma. I tempi di consegna sono tornati ad essere rispettati, i prezzi si stanno normalizzando ed anche le tempistiche dei cantieri stanno tornando alla normalità".
I mesi che verranno sembrano essere densi di nubi, probabilmente ci aspetta un'altra crisi ma ne abbiamo viste tante venire ed andarsene: dopo la pioggia viene sempre il sole!"

"Come mai hai deciso di aprire un nuovo punto vendita a Sommacampagna?"
Potrei dire che è stata una decisione mia ma in realtà è frutto di anni di insistenza da parte di Andrea, uno dei miei collaboratori storici e fedeli. Andrea spesso mi sorprende per la sua visione del futuro e da un bel po' di tempo insisteva sul fatto che fosse indispensabile avere un punto vendita anche a Verona, meglio se verso il lago di Garda.
Quando ho saputo che c'era un negozio di pavimenti in vendita siamo andati io e lui a vederlo, siamo tornati convinti più che mai e ne abbiamo parlato con Sergio, un'altra colonna portante dell'azienda il quale ci ha detto "ok, dai, quando cominciamo?".
Ne abbiamo parlato con Ilaria, una delle nostre venditrici più brave ed esperte: le abbiamo proposto di gestire in autonomia il negozio, spiegandole bene anche le difficoltà e le responsabilità. La sua risposta è stata entusiasta ed allora siamo partiti con questo progetto.
Ci sono stati fin da subito intoppi e problemi ed io sono stato almeno un paio di volte tentato di abbandonare tutto, ma Sergio in primis, ed anche gli altri collaboratori, mi hanno convinto a procedere.
Anzi direi "costretto" più che convinto!
Il merito, quindi, non è mio ma tutto loro.
Michele in azione
Se vuoi vederlo in azione, qui c'è un [video] in cui intervista un cliente al termine dei lavori:
Michele intervista Fabrizio Amoroso
Ed ora po' di "aforismi del capo"...
"La porta del mio ufficio è sempre aperta"
Michele è quasi sempre nel punto vendita di Gambellara, che ha contribuito a far nascere e sviluppare. Con i collaboratori non è certo un capo autoritario, anzi è molto disponibile e collaborativo e non lo scriviamo per piaggeria. Vuole che ci sia condivisione di informazioni e vuole sapere per primo i problemi (anche se qualche volta tentiamo di risolverli senza di lui).
Come dice lui stesso: "l'importante è risolvere i problemi, non trovare il colpevole".
Un'altra delle sue frasi è anche: "la porta del mio ufficio è sempre aperta".
"Nessuno può permettersi il lusso di non studiare"
Incontri di formazione
Tiene molto alla formazione al punto da gestire lui personalmente gli incontri di formazione con i collaboratori solitamente il martedì alle 14,30. D'altronde è il nostro professore...Alcune sue frasi, con cui ci terrorizza, sono "siete giovani ma se non studiate siete già vecchi" oppure "tra dieci anni, se non vi aggiornate sarete dinosauri".
La biblioteca di settore
Continua a comprare libri per la nostra biblioteca aziendale (ebbene sì, abbiamo anche quella). Gli argomenti? architettura di interni, architettura di giardini, bioarchitettura, progettazione di bagni, di piscine, di pavimenti esterni...
"Un cliente informato sarà più contento"
Questa è un'altra frase che sentiamo dire spesso ed effettivamente vale in molti campi: per godere appieno di un museo è necessario conoscere l'arte, così come ci si gusta meglio un concerto se si conoscono le canzoni o una opera lirica se si legge prima il testo sul libretto.
L'altro lato della medaglia è che se ad un cliente NON viene spiegato bene un argomento questo potrebbe causare insoddisfazioni o false attese.
Michele dice che con la sincerità e fornendo le giuste informazioni e dicendo verità anche spiacevoli magari "possiamo perdere delle vendite ma acquisteremo dei clienti". Per questo abbiamo messo a disposizione la sezione academy oltre a dare una serie di informazioni sul sito.
"Dobbiamo imparare dai giapponesi"
Michele ci racconta, ogni tanto, che il viaggio in Giappone è stata una folgorazione: la civiltà, l'educazione, l'ordine ed il rispetto che si respirano ovunque in Giappone sono di ispirazione.
Dopo la visita ha scritto un articolo molto bello sui giardini giapponesi e sui suggestivi percorsi in pietra che li attraversano:
I percorsi nei giardini giapponesi
Di che cosa si occupa alla Pellizzari:
- Finanza: rapporti con le banche, analisi dei flussi, gestione liquidità, acquisizione finanziamenti
- Fisco: rapporti con commercialista, esame periodico bilancio, delle normative, agevolazioni e problematiche fiscali
- Personale: organizzazione, colloqui assunzione, gestione problematiche, buste paga
- Legale: gestione stragiudiziale e giudiziale delle pratiche, incontri e sopralluoghi in caso di contestazioni, assicurazione del credito
- Pagamenti: autorizzazione di tutti i pagamenti in uscita (bonifici e riba)
- Fidi: analisi e assegnazione del fido ad aziende clienti, monitoraggio pagamenti e revisione fidi
- Incassi: analisi mensile degli incagli, attivazione procedure di incasso giudiziale, blocco clienti, autorizzazione perdite su crediti
- Fornitori: accordi con fornitori abituali per condizioni di fornitura, sconti, premi, pagamenti; acquisto da fornitori occasionali
- Vendite: affiancamento a colleghi per cantieri importanti, supporto ai colleghi su casistiche complesse
- Marketing: stesura del piano strategico e coordinamento con i colleghi per le attività web, social, video, pubblicità
- Informatica: rapporto con il responsabile IT (esterno) dell'azienda, acquisto software, hardware, modifiche e nuove implementazioni
- Sicurezza: fino al 2020 responsabile sicurezza interno dell'azienda, oggi in affiancamento al responsabile esterno.
- Corrispondenza: gestione mail PEC aziendale e della corrispondenza cartacea.
Tutti gli articoli di Michele Pellizzari
Pavimenti e rivestimenti ad Arzignano
Stai ristrutturando casa? Devi scegliere i pavimenti? Fatti consigliare da Fabrizio Amoroso, recentemente premiato come miglior calciatore 2018 di calcio a cinque del triveneto. Ci ha aperto le porte della sua casa ad Arzignano - tutta firmata Fratelli Pellizzari - e ci racconta il perché delle sue scelte.Discoteca Boom: i pavimenti
È stata la discoteca più conosciuta della provincia di Vicenza: alla fine degli anni '90 abbiamo fatto i pavimenti all'interno. Conserviamo poche immagini ed il ricordo, nostalgico, dei momenti trascorsi lì dentro a cercare la morosa (o il moroso, a seconda dei gusti).Parquet a spina pesce multicolor
Una scelta "coraggiosa" che ha premiato la proprietaria di questa bellissima casa. Il pavimento in legno di differenti colori posati, in modo casuale, a spina pesce ed abbinato con un mosaico nel bagno creano un ambiente dinamico, frizzante, giovane in questa casa a VicenzaModerni uffici: pavimenti in grès e rivestimenti in ardesia e legno
Molti imprenditori passano la maggior parte della vita in azienda ma spesso non riservano alla scelta dei materiali per gli ambienti di lavoro la stessa attenzione che dedicano alla propria casa. Non è questo il caso: il committente voleva degli ambienti di lavoro confortevoli e caldi, anche se la priorità era il rispetto delle necessarie resistenze tecniche.Esterno in porfido: pavimentazione di un viale a Vicenza
La pavimentazione esterna dell'abitazione sovente viene rimandata: sono già molte le scelte da compiere e gli esterni della casa possono aspettare. Ma ogni nodo viene al pettine ed anche per questa abitazione di Sandrigo il "problema" delle pavimentazioni esterne viene affrontato e risolto. Vediamo come.Pavimento in legno in un ufficio
Uno stabilimento di 10.000 metri quadrati che rappresenta una delle eccellenze mondiali nel settore dei gruppi elettrogeni. Una nuova palazzina uffici. Un pavimento meraviglioso in parquet negli uffici e nella sala riunioni. Questa è la storia che ti raccontiamo oggi.