Una pavimentazione in porfido può essere progettata come un manto uniforme oppure può essere elaborata e prevedere una serie di elementi che vanno ad arricchire il risultato finale.

Vedremo, qui di seguito, come si possa interpretare il fondo pavimentale come una lavagna su cui andare ad intessere decorazioni geometriche oppure sinuose per rendere ancora più bello ed interessante il tuo pavimento esterno.

 

Decoro tondo su pavimento in porfido squadrato

Pavimenti esterni e decori per evidenziare percorsi

Una pavimentazione in porfido può essere decorata per differenti finalità, una di queste è identificare i percorsi, pedonale e carraio. La diversificazione dei percorsi viene fatta utilizzando materiali e colorazioni differenti (ma coerenti) e studiata in modo che sia piacevole a vedersi.

Il vialetto pedonale può essere realizzato con materiali meno resistenti e a spessore ridotto, in quanto non soggetto agli stessi sforzi del viale carraio. Lo stesso vale anche per l'eventuale marciapiede di contorno della casa. Se, però, gli spazi pedonali possono diventare area di manovra di automobili o furgoni è bene prevedere materiali in grado di sopportare lo stress ed i carichi relativi.

Pavimentazione in porfido con inserto decorativo in pietra

Decoro per riquadrare o regolarizzare

Una bordura perimetrale ha diverse funzioni: è utile per il posatore perché - posata per prima - funge da punto di riferimento dei livelli finali del pavimento, ma ha soprattutto una funzione progettuale.
Una fascia di chiusura ha infatti il compito di delimitare la pavimentazione, di bordarla, regalando un senso di completezza, di definizione corretta. Certo la tua scelta potrebbe anche essere quella di fare una pavimentazione senza contorni, ma, secondo noi, l'effetto finale pecca di regolarità e geometria.
Un fascione di contorno può anche avere la funzione di correggere irregolarità geometriche. Un cortile con forma di trapezio scaleno può essere regolarizzato con un fascione esterno che crea, verso l'interno, una figura geometria più regolare, come un quadrato o un rettangolo.

Casa privata a Verona: decorazione su pavimento in porfido

Decori e aiuole in giardino

Nel progettare la pavimentazione esterna di casa tua dovremo tenere conto anche del giardino e delle forme e dimensioni delle aiuole. La decorazione della pavimentazione esterna può, infatti, continuare anche nel giardino: una linea curva può uscire dalla pavimentazione e diventare il bordo di un aiuola.
In questo caso la decorazione ha la funzione di compenetrare giardino e vialetto pedonale, rendendoli un tutto unico ed evitare che il vialetto dia la parvenza di un elemento estraneo, appoggiato sopra al giardino senza nessuna coerenza o collegamento.

Pavimento in porfido con disegni a Verona

Decori su pavimenti esterni "famosi": Piazza Campidoglio a Roma

Tra le pavimentazioni più iconiche della storia dell’architettura, quella di Piazza del Campidoglio a Roma rappresenta un esempio straordinario di come la pietra naturale possa diventare strumento di progetto, capace di guidare lo spazio e lo sguardo.

Il disegno della piazza fu ideato da Michelangelo Buonarroti nel XVI secolo, con l’obiettivo di ridisegnare completamente l’area del Campidoglio, trasformandola in uno spazio rappresentativo e armonico. L’intervento non si limita agli edifici, ma coinvolge in modo decisivo anche la pavimentazione, che diventa parte integrante della composizione architettonica.

 

decoro piazza campidoglio Roma

Il cuore del progetto è il celebre disegno ellittico inscritto nella piazza, caratterizzato da una trama geometrica che si sviluppa a partire da una stella centrale. Le linee si irradiano verso l’esterno creando una composizione a raggiera, capace di amplificare la percezione dello spazio e di accompagnare lo sguardo verso il centro, dove è collocata la statua equestre di Marco Aurelio.

Dal punto di vista materico, la pavimentazione è realizzata con un raffinato contrasto tra pietre naturali: il fondo è in basalto scuro, mentre il disegno geometrico è ottenuto con inserti in travertino chiaro. Questo accostamento crea un forte effetto visivo, rendendo il disegno leggibile anche a distanza e sottolineando la struttura radiale della composizione.

L’uso combinato di materiali diversi non è solo estetico, ma anche funzionale: il basalto garantisce resistenza e durabilità, mentre il travertino, più chiaro, serve a evidenziare il disegno. È uno dei primi esempi in cui la pavimentazione esterna non è più solo una superficie di calpestio, ma diventa un vero elemento progettuale, capace di organizzare lo spazio urbano.

piazza campidoglio Roma

 

La piazza che vediamo oggi è stata completata solo nel Novecento, seguendo fedelmente i disegni michelangioleschi. Questo dimostra quanto il progetto fosse avanti per il suo tempo: una pavimentazione in pietra naturale che, ancora oggi, rappresenta un riferimento per chi vuole progettare spazi esterni con geometrie, materiali e contrasti cromatici di grande impatto.

 
 

Disegni in porfido per pavimento esterno a Vicenza

Piazza San Pietro: decori geometrici e simboli 

La pavimentazione di Piazza San Pietro in Vaticano è uno degli esempi più straordinari di come i pavimenti esterni con decori possano diventare parte integrante del progetto architettonico e urbano. Non si tratta semplicemente di una superficie di calpestio, ma di un disegno preciso, pensato per guidare lo spazio e il movimento delle persone.

Il progetto della piazza è opera di Gian Lorenzo Bernini nel XVII secolo. La sua idea era quella di creare uno spazio capace di accogliere i fedeli, utilizzando una forma ellittica che simbolicamente rappresenta un abbraccio. Questo concetto non si esprime solo attraverso il colonnato, ma anche attraverso il disegno della pavimentazione.

pavimenti esterni in piazza san pietro a Roma

La superficie è realizzata principalmente in travertino e basalto, due pietre naturali utilizzate per creare un forte contrasto cromatico. Il fondo è caratterizzato dai tipici sampietrini scuri, mentre le linee in travertino chiaro disegnano una serie di assi radiali e concentrici. Queste decorazioni su pavimenti esterni non sono casuali: servono a enfatizzare la forma ellittica della piazza e a organizzare visivamente lo spazio.

Uno degli aspetti più interessanti è proprio il sistema di linee che si sviluppano dal centro verso l’esterno. Si tratta di veri e propri disegni per pavimento esterno, studiati per accompagnare lo sguardo e il movimento delle persone verso la basilica. Le fasce in pietra chiara, infatti, funzionano come guide visive, mentre il contrasto con il fondo scuro rende il disegno leggibile anche su grandi distanze.

 

pavimento esterno piazza san pietro a roma

 

A differenza di altre piazze più decorative, qui il disegno è strettamente legato alla funzione: la pavimentazione aiuta a gestire grandi flussi di persone, mantenendo ordine e leggibilità dello spazio. È un esempio perfetto di come le pavimentazioni esterne in pietra possano essere al tempo stesso belle e funzionali.

Piazza San Pietro dimostra quindi che progettare un pavimento esterno significa molto più che scegliere un materiale: significa costruire uno spazio, guidare i percorsi e creare un’esperienza. Un principio ancora oggi fondamentale per chi si occupa di progettazione degli spazi esterni.

Pavimento in porfido decorato con ciottoli a Verona

I decori del pavimento di Piazza San Marco a Venezia

La pavimentazione di Piazza San Marco a Venezia è uno degli esempi più raffinati di come un pavimento esterno in pietra naturale possa dialogare con l’architettura circostante. Qui il disegno non nasce come elemento autonomo, ma come risposta alle geometrie della piazza, agli edifici storici e alle diverse fasi di trasformazione dello spazio.

La pavimentazione che vediamo oggi è il risultato di interventi successivi, ma mantiene una coerenza straordinaria grazie all’uso di due materiali principali: la trachite e la pietra d’Istria.

Piazza san Marco a Venezia

 

La trachite, di colore grigio scuro tendente al verde, è una pietra vulcanica molto resistente, utilizzata per il fondo della pavimentazione. È un materiale ideale per gli esterni perché sopporta bene l’usura, il gelo e il continuo passaggio di persone. La pietra d’Istria, invece, è una pietra calcarea compatta e molto chiara, quasi bianca, utilizzata per creare le linee, le fasce e i disegni decorativi.

Il contrasto tra questi due materiali genera un sistema di decorazioni su pavimenti esterni elegante e leggibile: grandi campiture in trachite sono scandite da inserti in pietra d’Istria che formano geometrie rettangolari, cornici e percorsi. Non si tratta di un disegno rigido e ripetitivo, ma di una composizione che si adatta continuamente allo spazio.

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante: la pavimentazione di Piazza San Marco non è stata progettata su una superficie “neutra”, ma si è sviluppata nel tempo adattandosi alle architetture esistenti — la Basilica, il Campanile, le Procuratie — e alle irregolarità della piazza. Le linee non seguono uno schema astratto, ma accompagnano i volumi, sottolineano gli allineamenti e costruiscono uno spazio coerente.

disegno di piazza san marco a venezia

 

In questo senso, la piazza rappresenta un esempio perfetto di progettazione “su misura”, molto simile a ciò che avviene nei progetti che facciamo qui alla Fratelli Pellizzari quando studiamo una pavimentazione esterna in pietra naturale. Anche noi, nei nostri lavori, non partiamo da un disegno teorico da "imporre" allo spazio, ma costruiamo il pavimento a partire dalle geometrie esistenti, dagli accessi, dalle facciate e dalle funzioni degli ambienti esterni.

Il risultato è un pavimento che non è solo decorativo, ma profondamente integrato con l’architettura. Piazza San Marco ci insegna che i disegni per pavimento esterno funzionano davvero quando nascono dal contesto e non vengono semplicemente applicati: è questo che rende una pavimentazione armoniosa, duratura e senza tempo.

Pavimento decorato in porfido e marmo a Vicenza

Il Crescentone di Piazza Maggiore a Bologna: granito e geometrie

La pavimentazione di Piazza Maggiore a Bologna, e in particolare il cosiddetto Crescentone, è spesso percepita come una grande superficie uniforme, ma in realtà si tratta di un progetto più articolato, basato su un disegno geometrico ben riconoscibile.

Realizzato nel 1934, il Crescentone è una piattaforma sopraelevata pensata per regolarizzare la piazza e migliorarne la fruizione. La pavimentazione è composta da lastre di granito posate secondo uno schema ordinato, ma non monotono: si alternano infatti tonalità diverse — dal grigio chiaro al grigio più scuro — creando un effetto di campiture e leggere variazioni cromatiche.

Queste differenze di colore non sono casuali, ma contribuiscono a definire una composizione geometrica fatta di rettangoli e fasce che si leggono soprattutto osservando la piazza dall’alto o da una certa distanza. Non si tratta di decorazioni “esplicite” come in altre piazze italiane, ma di un disegno più sobrio, che lavora per modulazione e ritmo.

 

 

 

Il materiale scelto, il granito, è particolarmente adatto a questo tipo di intervento: è una pietra estremamente resistente all’usura e al traffico, e consente di realizzare grandi superfici con una buona durata nel tempo. Allo stesso tempo, la varietà naturale del granito permette di ottenere quelle variazioni cromatiche che rendono il pavimento meno piatto e più interessante.

Il Crescentone rappresenta quindi un caso in cui il disegno della pavimentazione non è protagonista in modo evidente, ma è comunque presente e contribuisce a organizzare lo spazio. È una lezione progettuale importante: anche attraverso variazioni leggere di colore e formato si possono ottenere disegni per pavimento esterno eleganti e coerenti, senza dover ricorrere necessariamente a forti contrasti materici.

Vialetto porfido squadrato e ciottolo a Vicenza

Piazza del Duomo a Milano tra geometria e pietra

La pavimentazione di Piazza del Duomo a Milano, così come la vediamo oggi, è il risultato del progetto di Piero Portaluppi, che negli anni Trenta del Novecento ridisegna completamente la piazza introducendo un linguaggio moderno, basato su ordine, proporzione e geometria.

L’intervento nasce dall’esigenza di dare unità a uno spazio molto complesso, circondato da architetture di epoche diverse e dominato dalla presenza monumentale del Duomo. Portaluppi sceglie di lavorare sulla pavimentazione come elemento di connessione, utilizzando un disegno rigoroso capace di mettere ordine senza competere con l’architettura.

 

 

pavimenti esterni piazza duomo milano

 

Il pavimento è realizzato in lastre di pietra naturale, prevalentemente di colore chiaro, con inserti in pietra più scura che creano una trama geometrica regolare. Le linee disegnano una maglia ortogonale fatta di rettangoli e fasce che si sviluppano lungo gli assi principali della piazza, accompagnando i flussi pedonali e organizzando lo spazio in modo chiaro e leggibile.

Non troviamo decorazioni figurative o motivi complessi, ma un sistema di disegni per pavimento esterno basato su proporzioni e allineamenti. È proprio questa semplicità controllata a rendere la piazza elegante: il disegno non si impone, ma lavora in sottofondo, guidando lo sguardo verso il Duomo e valorizzando la monumentalità dello spazio.

Anche la scelta dei materiali è coerente con questo approccio. Le pietre utilizzate — tra cui materiali chiari come il granito e altre pietre naturali compatte — garantiscono resistenza, durabilità e una superficie adatta a un uso intensivo. Allo stesso tempo, il contrasto cromatico tra le diverse lastre permette di leggere chiaramente la composizione.

 

pavimentazioni esterne milano

 

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il modo in cui la pavimentazione si adatta al contesto. Le geometrie non sono rigide, ma si rapportano agli edifici, agli accessi e agli assi visivi della piazza. È un approccio molto attuale: anche oggi, quando si progetta una pavimentazione esterna, non si parte da un disegno astratto, ma si costruisce il progetto a partire dallo spazio reale.

Piazza del Duomo dimostra come una pavimentazione in pietra naturale possa essere al tempo stesso discreta e determinante: un disegno che non cerca protagonismo, ma che riesce a dare ordine, scala e qualità a uno degli spazi urbani più importanti d’Italia.

 

 

 

 

Pavimento esterno a Verona: porfido, giallo reale e ciottolo

Praça do Rossio a Lisbona: la piazza a onde tra bianco e nero

Tra i più celebri esempi di pavimenti esterni con decori, la Praça do Rossio (Praça Dom Pedro IV) a Lisbona è un caso unico, in cui il disegno della pavimentazione diventa protagonista assoluto dello spazio urbano.

La piazza, così come la vediamo oggi, è stata sistemata nel XIX secolo e presenta una pavimentazione realizzata con la tipica tecnica portoghese della calçada portuguesa, un sistema artigianale basato sull’utilizzo di piccoli elementi lapidei posati manualmente per creare disegni complessi.

Il pavimento è composto da due materiali in forte contrasto cromatico:

  • calcare bianco

  • basalto nero

 

 

pavimenti esterni decorati, Lisbona

 

Queste due pietre naturali vengono utilizzate per costruire un disegno ondulato continuo, che si sviluppa su tutta la superficie della piazza. Le onde non sono semplicemente decorative: creano un effetto dinamico, quasi in movimento, che cambia a seconda del punto di vista e della luce.

Le decorazioni su pavimenti esterni della Praça do Rossio sono un perfetto esempio di come il disegno possa trasformare completamente la percezione dello spazio. A differenza di altre piazze dove la geometria è rigida e strutturata, qui il motivo è fluido, organico, quasi “vivo”. Camminando sulla piazza si ha la sensazione che il pavimento si muova sotto i piedi.

Dal punto di vista tecnico, la realizzazione è estremamente complessa: ogni cubetto di pietra contribuisce a realizzare il disegno. Non si tratta quindi di posare grandi lastre già sagomate ma di realizzare una posa a piccoli elementi che da un lato permette una grande libertà compositiva ma dall'altro richiede grande maestria.

 

 

pavimenti esterni decorati a Lisbona

 

Questo tipo di disegni per pavimento esterno richiede una grande competenza artigianale, ma offre risultati difficilmente replicabili con sistemi industriali. È una tecnica che permette di adattarsi perfettamente alle geometrie dello spazio, anche in presenza di irregolarità o variazioni di quota.

Praça do Rossio rappresenta quindi un riferimento fondamentale per chi si occupa di progettazione degli spazi esterni: dimostra che una pavimentazione può diventare un elemento identitario, capace di caratterizzare un luogo in modo immediatamente riconoscibile.

È anche una lezione molto attuale: anche oggi, quando si progettano pavimentazioni in pietra naturale, si può lavorare su contrasti cromatici e disegni per ottenere superfici non solo funzionali, ma anche fortemente espressive.

Decoro con porfido, pietra e ciottoli a Verona

Plaza de España a Siviglia: ceramica e pietra 

La Plaza de España a Siviglia è uno degli esempi più spettacolari di pavimentazione decorativa in uno spazio urbano. Realizzata per l’Expo del 1929 su progetto di Aníbal González, la piazza rappresenta un perfetto equilibrio tra architettura, acqua e superfici decorate.

A differenza di altre piazze analizzate, qui la pavimentazione non è affidata esclusivamente alla pietra naturale, ma nasce da un dialogo tra materiali diversi: pietra, laterizio e ceramica smaltata. È proprio questa combinazione a rendere lo spazio unico e fortemente riconoscibile.

 

pavimenti esterni a siviglia

 

Il grande emiciclo è scandito da percorsi e superfici pavimentate che alternano campiture regolari a inserti decorativi. Le aree di camminamento sono realizzate principalmente in pietra e mattoni, mentre lungo il perimetro trovano spazio le celebri panchine decorate con azulejos, che rappresentano le province spagnole.

Anche se la piazza è famosa soprattutto per queste decorazioni verticali, il pavimento svolge un ruolo fondamentale: organizza lo spazio, guida i percorsi e dialoga con l’architettura. Le superfici sono disegnate in modo da accompagnare la curvatura dell’edificio, adattandosi perfettamente alla geometria semicircolare.

 

pavimenti esterni a siviglia

Non troviamo un disegno centrale dominante come nel Campidoglio o nel Rossio, ma una composizione più diffusa, in cui le decorazioni su pavimenti esterni sono integrate nel progetto complessivo. Le variazioni di materiale e colore creano ritmo e movimento, senza mai risultare invasive.

Dal punto di vista progettuale, Plaza de España insegna un principio molto importante: la pavimentazione non deve necessariamente essere protagonista assoluta per essere efficace. Può lavorare in armonia con altri elementi — come l’acqua, la ceramica e l’architettura — contribuendo a costruire uno spazio coerente e ricco.

È un approccio che si ritrova anche nei progetti contemporanei, dove spesso si combinano materiali diversi per ottenere pavimenti esterni con decori che non siano solo estetici, ma parte di un disegno più ampio. In questo senso, accostare pietra, laterizio e altri materiali permette di creare superfici articolate, capaci di adattarsi alle geometrie e alle funzioni dello spazio.

Plaza de España dimostra quindi che la qualità di una pavimentazione esterna non dipende solo dal materiale utilizzato, ma dalla capacità di inserirlo in un progetto complessivo, dove ogni elemento — anche il pavimento — contribuisce a raccontare un’identità precisa.

Pavimentazione esterna in porfido squadrato e trani, Vicenza

Anversa: la piazza di Nello e Patrasche

Nel cuore di Anversa, accanto alla Cattedrale di Nostra Signora, si trova una delle pavimentazioni più emozionanti e narrative tra quelle contemporanee: la piazza dedicata a Nello e Patrasche, il bambino e il suo cane resi celebri dal romanzo A Dog of Flanders.

Qui il pavimento non è solo una superficie funzionale, ma diventa parte integrante dell’opera artistica. La piazza è infatti rivestita in porfido, una pietra naturale estremamente resistente, utilizzata spesso negli spazi pubblici per la sua durabilità e per il suo colore caldo, che varia tra il rosso e il viola.

La particolarità di questo intervento sta proprio nel modo in cui il materiale viene utilizzato: le piccole tessere di porfido sono posate per creare un effetto continuo, quasi tessile, che avvolge e integra la scultura. Nello e Patrasche non sono semplicemente appoggiati sulla piazza, ma sembrano emergere dal pavimento stesso, come se fossero parte della stessa materia.

Questo tipo di decorazioni su pavimenti esterni rappresenta un’evoluzione interessante rispetto ai disegni geometrici delle piazze storiche. Qui non troviamo schemi regolari o motivi ripetitivi, ma una superficie che diventa racconto, capace di trasmettere emozione.

pavimento esterno anversa

Dal punto di vista tecnico, la scelta del porfido è coerente: oltre alla resistenza, questo materiale permette una grande flessibilità nella posa. I piccoli elementi possono essere adattati facilmente a forme complesse, rendendolo ideale per realizzare disegni per pavimento esterno anche molto articolati o organici.

Il progetto dimostra come una pavimentazione possa andare oltre la funzione tradizionale, diventando parte dell’identità di un luogo. È un approccio che può essere applicato, in scala diversa, anche nei progetti contemporanei: lavorare con materiali naturali come il porfido, utilizzando formati piccoli e posa libera, permette di creare superfici uniche, capaci di dialogare con l’architettura e con gli elementi presenti nello spazio.

La piazza di Nello e Patrasche ci insegna che il pavimento può diventare narrazione: non solo supporto, ma elemento capace di raccontare una storia e di coinvolgere chi lo attraversa.

 

Nel progettare la pavimentazione esterna di casa tua dovremo tenere conto anche del giardino e delle forme e dimensioni delle aiuole. La decorazione della pavimentazione esterna può, infatti, continuare anche nel giardino: una linea curva può uscire dalla pavimentazione e diventare il bordo di un aiuola.
In questo caso la decorazione ha la funzione di compenetrare giardino e vialetto pedonale, rendendoli un tutto unico ed evitare che il vialetto dia la parvenza di un elemento estraneo, appoggiato sopra al giardino senza nessuna coerenza o collegamento.

Disegni per pavimento esterno in porfido a Vicenza

Piazza Rosmini a Rovereto: geometrie di porfido

Piazza centrale e monumentale

Nel centro di Rovereto, Piazza Rosmini rappresenta un interessante esempio di pavimentazione in porfido dove il disegno nasce dall’equilibrio tra geometria, materiali e presenza monumentale. La piazza, sviluppatasi nell’Ottocento come nodo urbano principale, è organizzata attorno a uno spazio centrale circolare dominato dalla fontana Rosmini, che sostituisce un precedente monumento. Proprio questa presenza centrale diventa il fulcro attorno al quale si struttura anche la pavimentazione.

 

Come è stato realizzato il decoro 

Il pavimento è realizzato principalmente in cubetti di porfido, materiale tipico del Trentino, scelto per la sua resistenza e per la capacità di adattarsi a superfici complesse e soggette a forte utilizzo. In questa realizzazione è stata utilizzata una caratteristica specifica del porfido e cioè la possibilità di avere diverse tonalità naturali che variano dal viola al grigio. Questa caratteristica ha permesso di realizzare dei tappeti di porfido di differenti colorazioni, delimitati da una pietra chiara. 

 

Le geometrie della piazza 

La composizione non è casuale: la pavimentazione si organizza in un pattern a riquadri e campiture geometriche, che si leggono soprattutto osservando la piazza nel suo insieme. Le variazioni cromatiche del porfido, unite alla disposizione dei cubetti, creano una trama ordinata ma dinamica, capace di dare ritmo alla superficie senza risultare invasiva.
Il disegno è strettamente legato alla forma della piazza: i riquadri si dispongono attorno al centro, accompagnando la geometria circolare e mettendo in evidenza la fontana. In questo modo, il pavimento non è solo decorativo, ma diventa uno strumento per organizzare lo spazio e guidare la percezione.

 

Chi ha progettato il pavimento? 

Non esiste un autore unico chiaramente attribuibile al disegno della pavimentazione attuale, che è il risultato di trasformazioni e interventi successivi nel tempo. Tuttavia, proprio questa stratificazione rende il progetto interessante: è un esempio di come una piazza possa evolversi mantenendo una coerenza materica e compositiva.

 

trento piazza rosmini


 

Perchè l'abbiamo citata tra i lavori meritevoli? 

Piazza Rosmini dimostra bene una caratteristica tipica del porfido: rispetto ad altri materiali, non lavora tanto su contrasti netti, ma su modulazioni e tessiture, utilizzando la posa e le variazioni di tono per creare disegni per pavimenti esterni eleganti e discreti. È un approccio molto attuale anche nella progettazione contemporanea: come accade nei nostri progetti, il disegno del pavimento nasce sempre dal contesto — dalla forma della piazza, dagli accessi e dagli elementi centrali — e il materiale viene utilizzato per costruire un equilibrio tra funzione, durata ed estetica.

 

 

Decori geometrici su pavimento in porfido

Piazza Municipio a Brunico: il ritmo dei cubetti in porfido

Geometrie di porfido e pietra

La Piazza Municipio di Brunico è un esempio molto interessante di come il porfido possa essere utilizzato in chiave contemporanea per creare pavimenti esterni con decori capaci di dialogare con l’architettura e con gli elementi urbani. La pavimentazione è realizzata prevalentemente in cubetti di porfido, posati in modo da creare una superficie continua, resistente e adatta a un uso intenso. Il porfido è attraversato da fasce di pietra chiara che danno un ritmo al pavimento. 

 

Il porfido ripartito dalla pietra

Il porfido, con le sue tonalità naturali che vanno dal grigio al violaceo, costituisce il fondo materico della piazza, garantendo solidità e uniformità e su queseto sfondo sono state inserite delle fasce di interruzione in pietra chiara, che attraversano la superficie creando un disegno geometrico ben riconoscibile. Queste linee non sono solo decorative: funzionano come elementi di orientamento, guidano i percorsi e suddividono lo spazio in diverse aree funzionali. Il contrasto tra il porfido scuro e le fasce chiare rende il disegno leggibile anche su grandi superfici, senza risultare eccessivo.

 

 

Il porfido si presta alla decorazione

Dal punto di vista tecnico, la scelta del porfido è coerente: oltre alla resistenza, questo materiale permette una grande flessibilità nella posa. I piccoli elementi possono essere adattati facilmente a forme complesse, rendendolo ideale per realizzare disegni per pavimento esterno anche molto articolati o organici.

 

Il dialogo tra il pavimento della piazza ed il contesto

Il progetto dimostra come una pavimentazione possa andare oltre la funzione tradizionale, diventando parte dell’identità di un luogo. È un approccio che può essere applicato, in scala diversa, anche nei progetti contemporanei: lavorare con materiali naturali come il porfido, utilizzando formati piccoli e posa libera, permette di creare superfici uniche, capaci di dialogare con l’architettura e con gli elementi presenti nello spazio.

 

I lampioni storti 

Uno degli aspetti più caratteristici della piazza è la presenza dei cosiddetti lampioni “storti”, elementi di arredo urbano volutamente inclinati che introducono un segno dinamico nello spazio. Questi elementi dialogano direttamente con il disegno del pavimento: mentre le fasce in pietra definiscono una struttura ordinata, i lampioni rompono la rigidità e aggiungono un elemento di movimento.

 

Una scultura geometrica

Al centro della composizione si inserisce anche una scultura contemporanea, che diventa punto focale della piazza. Il pavimento, con le sue campiture e le linee di interruzione, contribuisce a valorizzarla, creando una relazione diretta tra superficie e elemento artistico.

 

Il porfido non è per forza "classico"

Questo progetto dimostra come il porfido, spesso associato a pavimentazioni tradizionali, possa essere reinterpretato in modo attuale. Non è solo un materiale di fondo, ma diventa parte di un sistema più ampio fatto di disegni per pavimento esterno, arredo urbano e arte.

Come accade nei progetti contemporanei più riusciti, anche qui il disegno non è imposto ma costruito a partire dallo spazio: le fasce chiare, i percorsi e gli elementi verticali lavorano insieme per creare una piazza equilibrata, funzionale e riconoscibile.

Decoro in porfido davanti all’ingresso

Decori su pavimento in porfido: tre cerchi

Pavimenti in porfido decorati: un cerchio evidenzia l’ingresso

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