Posa su massetto "a secco" o posa su sabbia del parquet
La posa su sabbia dei pavimenti in legno è una tecnica tradizionale, meno diffusa rispetto alla posa incollata o flottante, ma ancora oggi utilizzata in contesti specifici, soprattutto nel recupero edilizio o in interventi dove non si vuole realizzare un massetto cementizio.
Niente colla, niente massetto
Si tratta di una modalità di installazione in cui le tavole in legno vengono appoggiate su uno strato di sabbia asciutta e livellata, senza utilizzo di collanti e senza incastri flottanti tradizionali. È una tecnica che richiede esperienza, condizioni precise e materiali adeguati. Vediamo in dettaglio come funziona e quali sono le differenze rispetto alle altre tecniche di posa.
In cosa consiste la posa su sabbia
Nella posa su sabbia il parquet non viene incollato al sottofondo né posato su materassino come nel sistema flottante.
La stratigrafia tipica è:
- solaio strutturale o piano stabile
- eventuale barriera al vapore (se necessaria)
- strato di sabbia asciutta livellata
- tavole in legno massiccio o di grande spessore
Un sistema "elastico"
La sabbia viene distribuita, compattata e perfettamente livellata. Le tavole vengono poi adagiate sopra e accostate tra loro, spesso con sistemi a maschio e femmina, ma senza vincolo rigido al sottofondo. Il principio è quello di creare un piano di appoggio uniforme ma “elastico”, che consenta al legno di muoversi naturalmente.
Differenze rispetto alla posa incollata
Nella posa incollata:
- il parquet viene fissato con adesivo al massetto cementizio o a un pavimento esistente;
- il sottofondo deve essere planare, asciutto e stabile;
- il legno risulta vincolato rigidamente al supporto.
Pro e contro
- La posa incollata crea un sistema strutturalmente solidale con il sottofondo.
- Riduce al minimo movimenti verticali e vibrazioni.
- È più stabile in ambienti con forti escursioni termiche.
La posa su sabbia, invece:
- non vincola il legno in modo permanente;
- permette micro assestamenti;
- è più sensibile ai carichi concentrati e alle variazioni di umidità.
Dal punto di vista acustico, la posa su sabbia può risultare più “sorda” e naturale, ma meno performante nel controllo dei rumori da calpestio rispetto a un sistema ben incollato.
Differenze rispetto alla posa flottante
Nella posa flottante:
- le tavole vengono incastrate tra loro (click o maschio/femmina);
- sotto viene posato un materassino tecnico;
- il pavimento non è incollato ma è un “corpo unico”, una sorta di zattera, che "galleggia".
Differenze rispetto alla sabbia:
- Il flottante è un sistema industriale progettato per essere stabile come blocco unico.
- Il materassino ha caratteristiche tecniche controllate (densità, elasticità, barriera vapore).
La sabbia, invece:
- è un materiale naturale, non omogeneo;
- richiede esperienza per ottenere planarità e compattazione corrette;
- non crea un “pannello unico” ma un sistema più libero, più elastico.
In termini di controllo tecnico e prevedibilità, la posa flottante è più standardizzata, più comune e quindi ne conosciamo meglio le caratteristiche.
Quando si utilizza la posa su sabbia
La posa su sabbia si utilizza principalmente:
- nel restauro di edifici storici;
- in contesti dove non si vuole realizzare un massetto cementizio;
- in ambienti dove si desidera mantenere una tecnica tradizionale;
- in interventi reversibili (dove si vuole poter smontare il pavimento senza demolizioni).
È una tecnica che si trova spesso in edifici antichi, cascine, palazzi storici o ambienti con solai in legno.
Perchè si usa la posa su sabbia
Le finalità principali sono:
- evitare collanti chimici;
- garantire reversibilità dell’intervento;
- mantenere traspirabilità del pacchetto pavimento;
- ridurre rigidità strutturale.
In edifici storici, la traspirabilità può essere un fattore determinante per la conservazione del solaio.
Limiti della posa su sabbia
La posa su sabbia ha però diversi limiti:
- non è indicata per ambienti con impianto radiante;
- non è adatta a locali con elevata umidità;
- non è consigliata per parquet sottili o prefiniti multistrato di basso spessore;
- è meno performante sotto carichi concentrati (es. cucine pesanti, pianoforti, armadi molto grandi).
In ambienti moderni con standard tecnici elevati, è una soluzione meno frequente proprio per queste criticità.
Condizioni che la rendono possibile
Per realizzare una posa su sabbia servono condizioni precise:
- Sottofondo stabile e strutturalmente solido.
- Assenza di umidità di risalita.
- Sabbia perfettamente asciutta.
- Corretta compattazione e livellamento.
- Ambiente con umidità controllata.
Se il sottofondo presenta umidità o movimenti strutturali, la posa su sabbia diventa rischiosa.
Quando è impossibile o sconsigliata
È fortemente sconsigliata o impossibile in presenza di:
- impianto di riscaldamento a pavimento;
- massetti umidi;
- locali seminterrati senza barriera al vapore;
- ambienti con forte escursione termo-igrometrica;
- parquet prefinito sottile (es. 10–12 mm).
Che tipo di sabbia si utilizza
La sabbia deve avere caratteristiche ben precise:
- sabbia silicea lavata;
- granulometria fine e uniforme (generalmente 0–3 mm);
- perfettamente asciutta;
- priva di argilla e impurità;
- non polverosa.
La sabbia umida è assolutamente da evitare, perché trasferirebbe umidità al legno causando rigonfiamenti e deformazioni.
Spesso viene setacciata e stesa in strato controllato, compattata manualmente o meccanicamente.
Quali dimensioni di doghe utilizzare
La posa su sabbia è adatta principalmente a:
- parquet massiccio;
- tavole di spessore importante (18–22 mm o superiori);
- lunghezze medie;
- larghezze non eccessivamente importanti.
Le plance molto larghe e lunghe sono più difficili da stabilizzare in questo sistema.
Il parquet prefinito multistrato sottile non è generalmente adatto a questa tecnica.
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