In questo palazzetto a Vicenza abbiamo posato un pavimento in legno di rovere a spina ungherese, un parquet nobile, uno schema dal sapore classico ma anche contemporaneo. Abbiamo trasformato anche i bagni: ora sono meravigliose stanze di lusso. 

Ristrutturazione a Vicenza

Questo palazzetto a Vicenza è stato ristrutturato sotto la guida dell'architetto Maria Giulia Pesavento dello studio Plan-Up Architettura e Design di Vicenza. Noi siamo stati chiamati ad occuparci dei pavimenti e dei rivestimenti interni. 
 

Posa di legno a spina ungherese a Vicenza: il palazzetto
Il palazzetto a Vicenza oggetto di questo intervento, diretto dall

 

Il pavimento in rovere a spina ungherese

Se nella zona giorno è stato mantenuto, ripristinandolo, il pavimento esistente in palladiana per la zona notte, invece, si voleva un nuovo pavimento in legno. 

 

Pavimento zona giorno
Il pavimento della zona giorno in palladiana di marmo levigato

 

 

Classico, elegante, contemporaneo

La sfida era quella di trovare un prodotto classico ma elegante, non rustico, che, inoltre, potesse dare luminosità e trasmettere un senso di rinnovamento, di attualizzazione degli interni del palazzetto. 
Ma non doveva contrastare troppo con i pavimenti esistenti.
 

Pavimento in rovere con palladiana
Particolare dell

 

 

Il cliente ha scelto un rovere chiaro, naturale, posato a spina ungherese. Questo particolare schema di posa era tipico dei palazzi nobiliari nell'Ottocento ma da qualche anno è stato riscoperto e riproposto anche con ambientazioni contemporanee. 
Se vuoi saperne di più sugli schemi di posa dei pavimenti in legno trovi tutto in questo articolo:

Gli schemi di posa del parquet

 

La posa su sabbia e pannelli

L'intera zona notte è stata pavimentata con questa tipologia di parquet, che abbiamo posto in opera con un massetto "a secco" a causa del basso spessore disponibile. 

Come si vedrà nella gallery fotografica, al termine dell'articolo, abbiamo steso uno strato di sabbia asciutta per livellare il pavimento, al di sopra abbiamo posato dei pannelli in multistrato su cui è stato incollato il nostro pavimento in rovere a spina pesce ungherese.

 

Parquet in rovere a spina ungherese a Vicenza

Video durante la posa del parquet a spina ungherese

Watch 23 marzo 2019 on YouTube.

Posa del parquet a spina ungherese su massetto "a secco"

Una tecnica di posa non comune

Un altro aspetto interessante di questo cantiere è stata la modalità di posa del pavimento in legno. Lo spessore minimo a disposizione non permetteva l'esecuzione di un massetto in sabbia e cemento per cui abbiamo suggerito l'esecuzione di un massetto a secco

 

Fondo di posa: Barriera al vapore + Sabbia + Pannelli 

Le foto che vedi di seguito illustrano le varie fasi del lavoro: innanzitutto sul fondo è stata stesa una barriera al vapore al di sopra del quale è stata stesa e livellata uno strato di sabbia asciutta. Al di sopra sono stati posati dei pannelli in multistrato che sono diventati il fondo di posa per l'incollaggio del pavimento in legno di rovere a spina ungherese.


 

Dettagli

Posa su massetto "a secco" o posa su sabbia del parquet

La posa su sabbia dei pavimenti in legno è una tecnica tradizionale, meno diffusa rispetto alla posa incollata o flottante, ma ancora oggi utilizzata in contesti specifici, soprattutto nel recupero edilizio o in interventi dove non si vuole realizzare un massetto cementizio.

 

Niente colla, niente massetto

Si tratta di una modalità di installazione in cui le tavole in legno vengono appoggiate su uno strato di sabbia asciutta e livellata, senza utilizzo di collanti e senza incastri flottanti tradizionali. È una tecnica che richiede esperienza, condizioni precise e materiali adeguati. Vediamo in dettaglio come funziona e quali sono le differenze rispetto alle altre tecniche di posa.

 

In cosa consiste la posa su sabbia

Nella posa su sabbia il parquet non viene incollato al sottofondo né posato su materassino come nel sistema flottante.

La stratigrafia tipica è:

  • solaio strutturale o piano stabile
  • eventuale barriera al vapore (se necessaria)
  • strato di sabbia asciutta livellata
  • tavole in legno massiccio o di grande spessore

 

Un sistema "elastico"

La sabbia viene distribuita, compattata e perfettamente livellata. Le tavole vengono poi adagiate sopra e accostate tra loro, spesso con sistemi a maschio e femmina, ma senza vincolo rigido al sottofondo. Il principio è quello di creare un piano di appoggio uniforme ma “elastico”, che consenta al legno di muoversi naturalmente.

 

Differenze rispetto alla posa incollata

Nella posa incollata:

  • il parquet viene fissato con adesivo al massetto cementizio o a un pavimento esistente;
  • il sottofondo deve essere planare, asciutto e stabile;
  • il legno risulta vincolato rigidamente al supporto.
Pro e contro 
  • La posa incollata crea un sistema strutturalmente solidale con il sottofondo.
  • Riduce al minimo movimenti verticali e vibrazioni.
  • È più stabile in ambienti con forti escursioni termiche.

La posa su sabbia, invece:

  • non vincola il legno in modo permanente;
  • permette micro assestamenti;
  • è più sensibile ai carichi concentrati e alle variazioni di umidità.

Dal punto di vista acustico, la posa su sabbia può risultare più “sorda” e naturale, ma meno performante nel controllo dei rumori da calpestio rispetto a un sistema ben incollato.

 

Differenze rispetto alla posa flottante

Nella posa flottante:

  • le tavole vengono incastrate tra loro (click o maschio/femmina);
  • sotto viene posato un materassino tecnico;
  • il pavimento non è incollato ma è un “corpo unico”, una sorta di zattera, che "galleggia".
Differenze rispetto alla sabbia:
  • Il flottante è un sistema industriale progettato per essere stabile come blocco unico.
  • Il materassino ha caratteristiche tecniche controllate (densità, elasticità, barriera vapore).

La sabbia, invece:

  • è un materiale naturale, non omogeneo;
  • richiede esperienza per ottenere planarità e compattazione corrette;
  • non crea un “pannello unico” ma un sistema più libero, più elastico.

In termini di controllo tecnico e prevedibilità, la posa flottante è più standardizzata, più comune e quindi ne conosciamo meglio le caratteristiche.

Quando si utilizza la posa su sabbia

La posa su sabbia si utilizza principalmente:

  • nel restauro di edifici storici;
  • in contesti dove non si vuole realizzare un massetto cementizio;
  • in ambienti dove si desidera mantenere una tecnica tradizionale;
  • in interventi reversibili (dove si vuole poter smontare il pavimento senza demolizioni).

È una tecnica che si trova spesso in edifici antichi, cascine, palazzi storici o ambienti con solai in legno.

 
Perchè si usa la posa su sabbia

Le finalità principali sono:

  • evitare collanti chimici;
  • garantire reversibilità dell’intervento;
  • mantenere traspirabilità del pacchetto pavimento;
  • ridurre rigidità strutturale.

In edifici storici, la traspirabilità può essere un fattore determinante per la conservazione del solaio.

 
Limiti della posa su sabbia

La posa su sabbia ha però diversi limiti:

  • non è indicata per ambienti con impianto radiante;
  • non è adatta a locali con elevata umidità;
  • non è consigliata per parquet sottili o prefiniti multistrato di basso spessore;
  • è meno performante sotto carichi concentrati (es. cucine pesanti, pianoforti, armadi molto grandi).

In ambienti moderni con standard tecnici elevati, è una soluzione meno frequente proprio per queste criticità.

 
Condizioni che la rendono possibile

Per realizzare una posa su sabbia servono condizioni precise:

  1. Sottofondo stabile e strutturalmente solido.
  2. Assenza di umidità di risalita.
  3. Sabbia perfettamente asciutta.
  4. Corretta compattazione e livellamento.
  5. Ambiente con umidità controllata.

Se il sottofondo presenta umidità o movimenti strutturali, la posa su sabbia diventa rischiosa.

 

Quando è impossibile o sconsigliata

È fortemente sconsigliata o impossibile in presenza di:

  • impianto di riscaldamento a pavimento;
  • massetti umidi;
  • locali seminterrati senza barriera al vapore;
  • ambienti con forte escursione termo-igrometrica;
  • parquet prefinito sottile (es. 10–12 mm).

 

Che tipo di sabbia si utilizza

La sabbia deve avere caratteristiche ben precise:

  • sabbia silicea lavata;
  • granulometria fine e uniforme (generalmente 0–3 mm);
  • perfettamente asciutta;
  • priva di argilla e impurità;
  • non polverosa.

La sabbia umida è assolutamente da evitare, perché trasferirebbe umidità al legno causando rigonfiamenti e deformazioni.

Spesso viene setacciata e stesa in strato controllato, compattata manualmente o meccanicamente.

 

Quali dimensioni di doghe utilizzare

La posa su sabbia è adatta principalmente a:

  • parquet massiccio;
  • tavole di spessore importante (18–22 mm o superiori);
  • lunghezze medie;
  • larghezze non eccessivamente importanti.

Le plance molto larghe e lunghe sono più difficili da stabilizzare in questo sistema.

Il parquet prefinito multistrato sottile non è generalmente adatto a questa tecnica.

I bagni: eleganza black & white senza tempo 

Grandi lastre in grès

La stessa richiesta di materiali attuali ma con un gusto elegante valeva anche per i bagni. In questo caso la soluzione trovata è stata quella di utilizzare un grès di grande formato, sia per il pavimento che per il rivestimento, le cosiddette grandi lastre.

Si tratta di piastrelle in grès di grande (o meglio, grandissimo) formato sulle quali troverai un approfondimento qui: 

LE GRANDI LASTRE IN GRÈS

 

Palazzetto con pavimento in rovere a spina ungherese e bagni in grès
Grès nero marquinia in grande formato per il pavimento e rivestimento in grandi lastre di bianco carrara. 
 

Il lavoro più difficile è stato la realizzazione delle docce, costruite su misura tagliando al millimetro le grandi lastre. Qui sotto puoi vedere il risultato finale, un risultato sudato e frutto di scrupolosa precisione:

 

Grandi lastre per i bagni black & white

Grazie! 

Grazie per aver letto il mio articolo, spero ti sia utile. Permettimi di ringraziare anche i clienti che hanno avuto fiducia in noi e l'architetto Pesavento con cui abbiamo collaborato per la realizzazione di questa abitazione. 
Se vuoi venirci a trovare fissa un appuntamento scrivendoci a info@fratellipellizzari.com oppure chiamando ai numeri telefonici qui sotto. 

Buona giornata! 

 

 

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