Umidità e danni al parquet

Il legno scambia umidità con l'ambiente

Il parquet è un pavimento naturale e “vivo”: il legno, infatti, reagisce continuamente all’ambiente che lo circonda assorbendo o cedendo acqua in funzione dell’umidità dell’aria e della presenza di acqua liquida. In una situazione di umidità leggermente superiore o inferiore a quella considerata normale questo comportamento rappresenta un vantaggio per chi abita su un pavimento in legno. 

 
Quando può diventare un problema

Questo comportamento, che in condizioni normali aiuta il legno a trovare un equilibrio, può trasformarsi in un problema quando l’umidità supera certi livelli o varia rapidamente nel tempo. L’eccesso di umidità può derivare da condensa, infiltrazioni, punti di rugiada o versamenti accidentali, mentre livelli troppo bassi di umidità possono far seccare il legno e causare fessurazioni.

 

Come gli eccessi possono rovinare il parquet

Proprio per questa sua sensibilità, comprendere come e perché l’umidità influisce sulla stabilità e sull’aspetto del parquet è fondamentale per garantire la sua durata nel tempo e preservarne estetica e prestazioni. Nel testo che segue esploreremo i diversi modi in cui l’umidità può danneggiare il parquet e come questi fenomeni si manifestano, aiutandoti a riconoscerli e prevenirli.

 

Alcuni esempi

Esempi di eccessiva umidità ambientale possono essere la presenza di punti di rugiada (capiremo in seguito cosa significa) o il verificarsi  diincidenti domestici con sversamento di liquidi di cui non ci accorgiamo. 
Il caso opposto, un ambiente eccessivamente secco, si può verificare a causa di un utilizzo errato dell'impianto radiante a pavimento, con impostazione di temperature eccessive. 
Vediamo ora di approfondire tutte queste casistiche...

 

Comportamenti differenti in base alla specie

Legni nervosi e legni tranquilli 

Non tutte le essenze legnose reagiscono allo stesso modo alle variazioni di umidità: alcuni legni sono più “nervosi”, altri più stabili e prevedibili nel tempo. Con il termine nervosità del legno si indica la diversa propensione di un’essenza a ritirarsi, dilatarsi o deformarsi in risposta ai cambiamenti dell’umidità ambientale o del supporto.

Quando i legni sono nervosi?

Dal punto di vista tecnico, la nervosità è legata al rapporto tra il ritiro radiale e quello tangenziale del legno, due direzioni lungo le quali il materiale si muove in modo differente quando assorbe o rilascia umidità. Quanto maggiore è la differenza tra questi due valori, tanto più il legno tende a muoversi in modo irregolare, manifestando fenomeni come imbarcamenti, fessurazioni o sollevamenti. Un’essenza con elevata nervosità richiede quindi maggiore attenzione sia in fase di posa che di gestione dell’umidità negli ambienti.

Quali legni sono molto nervosi?

Esistono legni notoriamente più sensibili e reattivi, tra le essenze da parquet più nervose troviamo:

  • Faggio
    È probabilmente il parquet europeo più delicato dal punto di vista igrometrico. Molto reattivo, tende a muoversi rapidamente in presenza di umidità o aria secca, con rischio di imbarcamenti e fessurazioni.

  • Acero (in particolare acero canadese)
    Molto chiaro e raffinato esteticamente, ma estremamente sensibile agli sbalzi di umidità. Richiede ambienti stabili e grande attenzione in fase di posa.

  • Betulla
    Utilizzata come parquet soprattutto in passato, è un legno nervoso e poco tollerante alle variazioni climatiche, oggi meno diffuso proprio per questi limiti.

  • Frassino
    Pur essendo molto apprezzato per la venatura marcata, ha una stabilità dimensionale inferiore rispetto a rovere o castagno. Può dare problemi in ambienti non perfettamente equilibrati.

  • Larice
    Usato come parquet in contesti specifici, è un legno resinoso e piuttosto nervoso, che reagisce in modo evidente all’umidità, soprattutto in grandi formati.

 

Quali legni, invece, sono stabili? 

Al contrario, altre essenze sono considerate più “tranquille” o stabili, come Merbau, Teak Burma e Doussié, perché presentano movimenti più contenuti e una migliore tolleranza alle oscillazioni di umidità, risultando quindi più affidabili nel tempo, soprattutto in ambienti complessi o meno controllati.

Le specie più stabili in assoluto sono tutte esotiche: 

  • Iroko – molto usato proprio per la sua buona stabilità dimensionale e resistenza all’umidità

  • Wengé – stabile e compatto, anche se molto duro

  • Ipé (Lapacho) – altissima densità e movimenti molto contenuti

  • Jatoba – piuttosto stabile, anche se molto duro e sensibile alla posa

  • Cumaru – comportamento simile all’Ipé, con buona stabilità

Ma se vogliamo essere attenti all'ambiente dovremmo cercare di utilizzare specie europee certificate FSC dove possiamo trovare una stabilità “buona”, ma non paragonabile a certi esotici:

  • Rovere – considerato uno dei legni europei più equilibrati, soprattutto in versione quercia europea ben stagionata

  • Castagno – simile al rovere come comportamento, con buona tolleranza all’umidità

  • Noce nazionale – discreta stabilità, migliore di faggio e acero

La scelta dell’essenza non è quindi solo una questione estetica, ma anche una decisione tecnica fondamentale per garantire la durabilità e la stabilità del parquet nel corso degli anni.

 

Comportamenti differenti in base al taglio

Un altro elemento che incide nella nervosità del pavimento in legno è dato dal punto dell'albero in cui è stata prelevata la tavoletta e dal tipo di taglio. Una tavoletta di parquet ricavata da taglio tangenziale sarà meno stabile di una ottenuta da taglio radiale. 

danni sul parquet taglio tangenziale o radiale

 

 

Definizioni dei danni da umidità nel parquet

Generalmente quanto si incontra un pavimento in legno che si è rovinato a causa di un incidente domestico con sversamento di liquidi si parla di "imbarcamento", termine con il quale si definiscono differenti tipi di deformazioni. 

danni su pavimento in legno
L

Più corretto sarebbe distinguere tra quattro differenti situazioni:

  • imbarcamento
  • arcuatura
  • falcatura
  • svergolamento

L'imbarcamento è una deformazione concava o convessa nella larghezza della tavola. 

L'arcuatura è una deformazione concava o convessa nella lunghezza della tavola. Nel caso di arcuata convessa si solleva la tavola nel punto centrale mentre nel caso di arcuatura convessa si sollevano le estremità. 

 

danni sul parquet arcuatura
L

La falcatura è la deformazione della tavola che, vista dall'alto, si presenta curva (a banana)

Lo svergolamento è una deformazione irregolare per cui la tavoletta si alza in una estremità e si abbassa nell'angolo opposto. 

i tipi di danni sul parquet
I 4 differenti tipi di danni che si possono verificare in una tavoletta di parquet

Norme uni su deformazioni parquet

La norma Uni che riporta le definizioni di arcuata, falciatura e imbarcamento con gli schemi chiarificatori è la Uni En 13756 che nel capitolo 11 elenca e descrive le differenti tipologie di danno.
Ecco la sezione dell'indice della norma che le elenca:

 

danni su pavimenti in legno

 

 

 

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