Buongiorno Feliciano, il materiale che descrivi ha una struttura che non conosciamo, probabilmente è di manifattura non italiana. La conducibilità termica λ che nel S.I. si misura in watt al metro-kelvin è la capacità del legno di condurre il calore: più è elevata e più il materiale è in grado di far passare il calore dal sistema radiante agli ambienti.
Venendo al valore che ci segnali di 0,17 per la parte nobile in teak: tale valore è soddisfacente ed allineato a quello di altri legni utilizzati per la pavimentazione, come il Rovere (0,16) o il Doussiè (0,19). Il teak, inoltre, offre una migliore stabilità dimensionale rispetto alla media dei parquet utilizzati per pavimento, questo significa che non soffre moltissimo gli sbalzi di umidità e temperatura.
Credo ci sia un errore, invece, nel valore che ci segnali della conduttività termica del supporto in quanto il valore è troppo basso e l'unità di misura non è quella corretta. Deduco si tratti della Resistenza termica, che si indica con R = d/λ (espressa in m² K/W) che ha un significato opposto rispetto alla conducibilità.
In ogni caso non conoscendo il prodotto ed avendo dei dati non certi mi limito a darti alcuni suggerimenti:
1. se scegli un produttore italiano (o tedesco o austriaco o francese) sarai garantito sul rispetto di norme severe in fase di produzione ed utilizza prodotti chimici che rispettano l'ambiente, i lavoratori ed i clienti finali;
2. la scelta di un produttore conosciuto sarà in grado di garantire anche le tempistiche di lavorazione (asciugatura ed essicazione dei legni) che sono importantissime per evitare conseguenze sul parquet dopo la posa, uno dei quali è proprio la delaminazione che ci segnali;
3. il teak proveniente dalla Birmania non dovrebbe nemmeno essere acquistato in quanto frutto di un traffico illegale che ha come effetto l'annientamento della foresta primaria. Se vuoi saperne di più leggi: Il traffico di legno tropicale di teak
4. la scelta di fornitori "esotici", attirati dalla italianissima perenne convinzione di fare un "affare", si rivela quasi sempre controproducente, specie per acquisti impegnativi come un pavimento. Paese strano il nostro: la quasi totalità della produzione di eccellenza italiana di parquet viene comperata da stranieri che apprezzano il nostro operato, mentre noi, inspiegabilmente, scegliamo la bassa qualità del sud est asiatico.
il materiale che descrivi ha una struttura che non conosciamo, probabilmente è di manifattura non italiana.
La conducibilità termica λ che nel S.I. si misura in watt al metro-kelvin è la capacità del legno di condurre il calore: più è elevata e più il materiale è in grado di far passare il calore dal sistema radiante agli ambienti.
Venendo al valore che ci segnali di 0,17 per la parte nobile in teak: tale valore è soddisfacente ed allineato a quello di altri legni utilizzati per la pavimentazione, come il Rovere (0,16) o il Doussiè (0,19).
Il teak, inoltre, offre una migliore stabilità dimensionale rispetto alla media dei parquet utilizzati per pavimento, questo significa che non soffre moltissimo gli sbalzi di umidità e temperatura.
Credo ci sia un errore, invece, nel valore che ci segnali della conduttività termica del supporto in quanto il valore è troppo basso e l'unità di misura non è quella corretta. Deduco si tratti della Resistenza termica, che si indica con R = d/λ (espressa in m² K/W) che ha un significato opposto rispetto alla conducibilità.
In ogni caso non conoscendo il prodotto ed avendo dei dati non certi mi limito a darti alcuni suggerimenti:
1. se scegli un produttore italiano (o tedesco o austriaco o francese) sarai garantito sul rispetto di norme severe in fase di produzione ed utilizza prodotti chimici che rispettano l'ambiente, i lavoratori ed i clienti finali;
2. la scelta di un produttore conosciuto sarà in grado di garantire anche le tempistiche di lavorazione (asciugatura ed essicazione dei legni) che sono importantissime per evitare conseguenze sul parquet dopo la posa, uno dei quali è proprio la delaminazione che ci segnali;
3. il teak proveniente dalla Birmania non dovrebbe nemmeno essere acquistato in quanto frutto di un traffico illegale che ha come effetto l'annientamento della foresta primaria. Se vuoi saperne di più leggi: Il traffico di legno tropicale di teak
4. la scelta di fornitori "esotici", attirati dalla italianissima perenne convinzione di fare un "affare", si rivela quasi sempre controproducente, specie per acquisti impegnativi come un pavimento. Paese strano il nostro: la quasi totalità della produzione di eccellenza italiana di parquet viene comperata da stranieri che apprezzano il nostro operato, mentre noi, inspiegabilmente, scegliamo la bassa qualità del sud est asiatico.
Grazie, ciao!