Pietra di Prun nell'architettura della Lessinia

pietra di prun nelle case della Lessinia
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Pietra di Prun

Pietra di Prun nell’architettura della Lessinia

Nell’altopiano della Lessinia la disponibilità di materiale naturale ha permesso la nascita di un architettura che valorizza la pietra come elemento costruttivo prevalente. La gente dell’altipiano, nel corso dei secoli, ha sviluppato la capacità di lavorare ed utilizzare i materiali naturali presi dall’ambiente. 
I sassi venivano estratti dal suolo e accatastati per poter essere utilizzati nelle murature delle abitazioni, le lastre di pietra venivano estratte dal suolo per essere utilizzate come tegole nella copertura ed anche la calce, il legante, veniva ricavato dai blocchi calcarei cotti e poi gettati in acqua. 
Protagonista delle architetture tradizionali era anche il legno, anch’esso tratto dai boschi presenti nei monti Lessini, con cui si ricavavano i travi  ed il tavolame per il tetto. 

Il tutto veniva assemblato da mani sapienti in “autocostruzione”: qualunque abitante dell’altipiano era in grado di costruirsi una abitazione o una stalla.

 

La pietra di prun nelle case della lessinia

Il tetto in pietra di prun 

 

Il tetto in pietra di prun è l’elemento che caratterizza maggiormente l’architettura della Lessinia. Se originariamente i tetti erano in materiali vegetali (canne palustri o paglia) successivamente si diffonde massicciamente l’utilizzo delle lastre in pietra di prun.  La copertura vegetale, infatti, deperisce velocemente ed era soggetta a marcescenza e a muffe.  Senza contare il rischio di incendi, dato che per il riscaldamento delle abitazioni si utilizzava il fuoco. 

La copertura in lastre di pietra - più duratura, non soggetta a manutenzione continua né infiammabile – diventa l’elemento distintivo dell’architettura della Lessinia

 

Pietra di prun case lessinia

 

Il camino in pietra di prun

 

Un altro elemento tipico, stavolta all’interno delle case della Lessinia, è il camino, il “fogolar”. Questo era un elemento fondamentale della casa:  costituiva l’unica fonte di riscaldamento per la casa ed era utilizzato per la cottura degli alimenti. Successivamente al camino si iniziarono ad affiancare le stufe – dal costo più elevato – che svolgevano compiti analoghi con maggiore efficienza. 

 

Il lavello della cucina in pietra di prun 

 

Infine, un secondo elemento dell’interno delle abitazioni che caratterizzava le case della lessinia è il lavello della cucina, il cosidetto “seciaro” (secchiaio). Il lavello era costruito con una lastra in pietra scavata posta su dei sostegni (spesso costituiti da due lastre poste in piedi) che fungeva da piano di appoggio ove lavare e preparare il cibo, ma anche per lavare pentole, piatti e posate al termine del pasto.
Spesso a fianco del “seciaro” vi era un'altra lastra semplice che serviva da  semplice piano di appoggio. In altri casi il secchiaio era di dimensioni così importanti da non necessitare di altri spazi.  Anche gli scarichi dell’acqua reflua dal lavello fluivano attraverso delle canalette in pietra di prun scavata che, ai tempi, non era incanalata in un sistema fognario ma finiva – “a perdere” – sui campi. 

In parecchie case dell’epoca sopra al “seciar” era posta una mensola, anch’essa in pietra di prun. Sulla mensola venivano posti il pentolame, i piatti, i secchi e altri oggetti da cucina. 

architettura in lessinia utilizzando la pietra di prun


I pavimenti nell’architettura tradizionale della Lessinia

Infine i pavimenti: se anticamente erano in terra battuta, con il tempo si vanno a sovrapporre al terreno delle lastre in pietra estratta in loco. La pietra veniva sommariamente resa liscia all’interno dell’abitazione e lasciata “a spacco cava” all’esterno. 

Nella abitazioni non erano presenti i servizi igienici: ci si serviva di latrine poste all’esterno, solitamente sopra al letamaio: una vasca che raccoglieva le feci umane ed animali per trasformarle in prezioso concime per i campi. 

 

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