Detrazione fiscale sull'efficienza energetica (ex 65%): come funziona?

Investire nell'efficienza energetica della propria abitazione non è più solo una scelta etica per l'ambiente, ma una necessità economica e normativa, specialmente alla luce della recente Direttiva Europea "Case Green". Sebbene il panorama delle agevolazioni sia cambiato profondamente rispetto agli anni passati, lo Stato continua a sostenere chi decide di migliorare l'isolamento termico o sostituire i vecchi impianti.

 

Addio alle vecchie aliquote: cosa cambia nel 2026

Dimentichiamo il classico "65%". A partire dal 2025, il sistema delle detrazioni per il risparmio energetico è stato uniformato per evitare la confusione degli anni precedenti. Oggi la distinzione principale non riguarda più solo il tipo di lavoro, ma la natura dell'immobile:

  • Abitazione Principale (Prima Casa): La detrazione è fissata al 50% delle spese sostenute.

  • Altre Abitazioni (Seconde Case): L'aliquota scende al 36%.

 

I soggetti agevolati

La detrazione Irpef ed Ires sugli interventi relativi al risparmio energetico degli edifici può essere utilizzata da tutti i soggetti residenti e non residenti a prescindere dalla tipologia di reddito di cui sono titolari. Sono agevolate quindi sia le persone fisiche, sia gli esercenti di arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, i soci delle società semplici, i condomini, le associazioni tra professionisti, i soggetti che conseguono reddito di impresa.

 
Anche le imprese?

L'ecobonus ordinario è una detrazione che spetta anche alle imprese di ogni tipo: ditte individuali, familiari, coniugali, società di persone (in questo caso ai soci) e società di capitali.

 

Gli interventi agevolati: dove si può intervenire?

Nonostante il cambio delle percentuali, l'elenco dei lavori che permettono di accedere al bonus rimane ampio. 

  • Isolamento Termico: Coibentazione di pareti, tetti e pavimenti (il cosiddetto "cappotto").

  • Sostituzione Infissi: Installazione di finestre e vetrate ad alte prestazioni termiche.

  • Schermature Solari: Installazione di tende tecniche e sistemi oscuranti per ridurre il calore estivo.

  • Impianti di Climatizzazione: Sostituzione della vecchia caldaia con sistemi ibridi o, preferibilmente, pompe di calore ad alta efficienza.

 

Abitazioni, uffici e negozi, ma "esistenti" e riscaldati!

Gli interventi per il risparmio energetico possono essere agevolati con l'ecobonus se vengono effettuati su immobili con queste caratteristiche:

  • devono essere "edifici esistenti". Per provare che l'edificio era già esistente è sufficiente che lo stesso sia iscritto in catasto oppure che sullo stesso sia stata pagata l'Imu.
  • gli edifici esistenti possono essere di "qualsiasi categoria catastale" e destinazione d'uso (quindi non solo abitazioni)
  • devono essere ambienti riscaldati, tranne per i pannelli solari termici, i generatori a biomassa e le schermature solari che si applicano anche su ambienti non riscaldati

 

Detrazione dell'ecobonus: in 10 anni dalle proprie tasse

Lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili per i nuovi interventi. Oggi l'unica via per recuperare l'investimento è la detrazione fiscale diretta.

  • Il contribuente paga l'intera fattura (tramite bonifico parlante).

  • L'importo detraibile (50% prima casa o 36% seconda casa) viene restituito dallo Stato come "sconto" sulle tasse (IRPEF) in 10 quote annuali di pari importo.

  • È fondamentale avere "capienza fiscale", ovvero pagare abbastanza tasse annuali per poter assorbire la quota di rimborso.


Quindi la riqualificazione energetica degli edifici consente di fruire di 10 rate annuali di pari importo che vengono scalate dalle imposte, con percentuali differenziate a seconda che sia prima casa o altre abitazioni. 

 

 

Come beneficiare dell'agevolazione

Per beneficiare dell’agevolazione è necessario acquisire una serie di documentazioni e rispettare diversi adempimenti.
Per questo è necessario avvalersi della consulenza di uno studio tecnico capace ed esperto. Ti segnaliamo i migliori professionisti della zona in questi link: migliori architetti di Vicenza e migliori architetti di Verona. Questi architetti, generalmente, hanno in squadra anche un termotecnico che è la figura cruciale in questa tipologia di interventi.

 

Trasmissione della pratica all'ENEA

Va inviata scheda informativa ed APE all'ENEA

Uno degli adempimenti più importanti riguarda l'invio della scheda informativa e dei dati dell'APE finale all'ENEA, che va inviato telematicamente entro 90 giorni dal termine dei lavori. Ribadiamo: dalla fine dei lavori, non dalla data della fattura, ma da quando viene comunicato il fine lavori.

 

Senza comunicazione niente bonus! 

Questo adempimento è molto importante, anzi "fondamentale", perchè in caso di mancata comunicazione all'ENEA la sanzione è la perdita delle agevolazioni, anche se ci sono state sentenze giuridiche controverse: alcuni giudici hanno decretato la perdita dell'agevolazione mentre altri hanno considerato la comunicazione ENEA una "formalità sanabile".

 

In qualche caso serve asseverazione del tecnico

Insomma per validare il risparmio energetico ottenuto, non basta la fattura ed il bonifico ma è obbligatoria la pratica ENEA. In molti casi, specialmente per coibentazioni o impianti complessi, è necessaria l'asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il raggiungimento dei requisiti minimi di legge e il rispetto dei massimali di costo.

 
La remissione in bonis del mancato invio all'ENEA 

Per sanare l'omessa comunicazione all'ENEA si deve effettuare la "remissione in bonis" (si veda la faq n. 70 di Enea e la circolare 13/e/2013 paragrafo 2.2).  Il mancato invio della remissione nei termini comporta la decadenza irrevocabile dell'agevolazione.
La remissione in bonis comporta una sanzione di 250 euro. I termini sono quelli della prima dichiarazione dei redditi successiva all'intervento.

 

Altri adempimenti

Gli altri adempimenti che possono essere richiesti oltre alla comunicazione all'ENEA sono:

►  l’asseverazione che consente di dimostrare che l’intervento realizzato è conforme ai requisiti tecnici richiesti;
►  l’attestato di certificazione o qualificazione energetica;
►  la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

 

Chi se ne occupa?

L’asseverazione, l’attestato di certificazione/qualificazione energetica e la scheda informativa devono essere rilasciati da tecnici abilitati alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi professionali.

 

 

Il momento rilevante

Per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici importante è definire il momento rilevante che determina il sostenimento della spesa:

► per i privati (persone fisiche, professionisti, condomini, enti non commerciali, etc.) il sostenimento della spesa rileva secondo il criterio di cassa, cioè alla data di pagamento delle fatture;
► per i soggetti esercenti attività di impresa (ditte individuali, società di persone, società di capitali, etc.) il sostenimento della spesa rileva secondo il criterio di competenza economica, cioè alla data di consegna o spedizione per gli acquisti di beni mobili ovvero alla data dell’ultimazione della prestazione per i servizi (ad esempio nei contratti di appalto). 

 

Il cambio di aliquota: interventi che erano agevolati al 65 e sono passati al 50%

Ribadiamo che per i seguenti interventi sulla prima casa la detrazione ora spetta per il 50% (e non più al 65%). 

 

Acquisto e posa in opera di finestre e infissi;

Qui scendiamo un po' più nel dettaglio: se un cliente cambia le finestre senza fare una ristrutturazione edilizia, tecnicamente sta usando l'Ecobonus. Se invece le cambia all'interno di un cantiere di ristrutturazione, rientrano nel Bonus Casa
Perché è importante?
Perché per l'Ecobonus (risparmio energetico) i massimali di costo al mq sono più rigidi (quelli del Decreto Requisiti Tecnici). La scelta del bonus dipende dal tipo di pratica edilizia aperta (CILA oppure SCIA).


Schermature solari 

Tipologie ammesse: Tende da sole esterne, frangisole, veneziane, tende tecniche a rullo, persiane e tapparelle (se integrate con il sistema finestra).

  • Per l'Ecobonus, la schermatura deve proteggere superfici vetrate esposte da Est a Ovest, passando per il Sud. Le installazioni a Nord sono generalmente escluse (salvo rientrino in una ristrutturazione edilizia generica).

  • Il materiale deve possedere una certificazione del fattore solare (Gtot ≤ 0,35) che attesti la capacità di schermare il calore estivo.

  • La schermatura deve essere fissata stabilmente all'edificio (non sono ammesse tende rimovibili o precarie).

 
Sostituzione della caldaia 

Dal 1° gennaio 2025, la normativa europea (recepita dall'Italia) vieta agevolazioni fiscali per le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili (gas metano/GPL).
Molti clienti pensano ancora di poter detrarre la caldaia a condensazione al 50%. 
Non è cosi: la detrazione è possibile solo se la caldaia fa parte di un sistema ibrido certificato (caldaia + pompa di calore) o se si installa una pompa di calore pura. La "semplice" caldaia a gas oggi è fuori dai bonus.

 

 

Focus Caldaie: il futuro è l'elettrico

Una delle novità più importanti del 2026 riguarda gli impianti termici. In linea con i regolamenti europei, gli incentivi per le caldaie a gas "stand-alone" (anche se a condensazione) sono in fase di forte riduzione. Per ottenere le massime agevolazioni, la tendenza è l'installazione di sistemi ibridi (caldaia + pompa di calore) o sistemi full electric, che permettono un risparmio reale in bolletta, specialmente se abbinati a un impianto fotovoltaico.

 

Il Bonus Mobili 2026: un aiuto extra

Ricordiamo che l'avvio di una pratica di riqualificazione energetica (che rientri anche come manutenzione straordinaria) dà diritto ad accedere al Bonus Mobili. Per l'anno 2026, il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione del 50% è fissato a 5.000 euro. Un aiuto utile per completare l'arredo di una stanza appena ristrutturata.

 

Cosa succederà in futuro? 

Per completezza informativa vale la pena accennare che il 50% e il 36% sono le aliquote attuali, ma che la tendenza legislativa punta a un'ulteriore riduzione (si parla di un calo al 30% dal 2028 per le seconde case).

 

 

Navigare tra normative, massimali di costo e asseverazioni può essere complesso. Nei nostri punti vendita vi aiutiamo non solo a scegliere i materiali più efficienti e belli, ma vi forniamo il supporto tecnico necessario per non commettere errori formali che potrebbero compromettere il vostro diritto al bonus.

  • Arzignano (VI): Via Vignaga, 31
  • Gambellara (VI): Viale Europa, 2
  • Sommacampagna (VR): Via Bussolengo, 8/c

Puoi chiamarci oppure scrivere ad info@fratellipellizzari.com per prendere appuntamento. Se ci indichi le tue necessità saremo facilitati nel metterti a disposizione il consulente giusto, quello più preparato sull'argomento che desideri approfondire. 

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